Chiuderò il sentimento
In scatole vuote
Quei ricordi appassiti
In un frammento d’autunno
Il tuo candore sta svenando i miei sogni
Ferendo il bagliore della luce notturna
Che si allontana in un sogno
Racchiuso nel buio
Come una morte breve
Nelle stanze d’albergo
Tre canzoni di Federico Fiumani, racchiuse in un 7 pollici. Sul Lato A l’aggiornamento dell’evergreen “Neogrigio”, ri-registrato nel febbraio del 2019. Sul Lato B due tracce declamate, solo voce e chitarra, “D’improvviso” e “Dai vetri”, risalenti a una session in solitaria del 2013. Si tratta della trasposizione sonora di due dei trenta componimenti contenuti in “Neogrigio”, raccolta di poesie pubblicate originariamente dal cantautore nel 1983, e oggi ristampata, come allora, dalle Industrie Discografiche Lacerba.
Uno scorcio sul Federico ancor giovane poeta, allora ventitreenne, l’inizio di un intenso e ininterrotto percorso artistico che fra libri e album arriverà a contare diverse decine di opere. Un’attività letteraria che prende il via giusto un attimo prima di incidere “Siberia“, tuttora da molti considerato il capolavoro del progetto Diaframma. Già si intravedono gran parte delle peculiarità stilistiche che renderanno famosa e riconoscibile la scrittura di Fiumani, eccezion fatta per il tema della donna, che successivamente diventerà fra i centrali nella sua poetica.
A completamento di questo volume di grande pregio, con tiratura limitata a sole 285 copie, è stata inserita un’intervista con molteplici spunti di grande interesse, realizzata per l’occasione da Paolo Cesaretti. Trentasei anni dopo continuano a destare impressione quelle nitidissime istantanee che inquadrano stanze di vita quotidiana, finestre attraverso le quali osservare il mondo, scenari urbani, solitudini, assenze, disagi. Spesso protagonista è la notte, assieme al buio che la accompagna. Racconti in nero, sfumati in grigio, nei quali la luce entra quasi sempre a fatica. L’autore li immortala e rende definitivi coniando quel neologismo che non sarà mai più dimenticato. “Neogrigio”, per l’appunto.
20/01/2020
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