Lindemann

F & M

2019 (Universal/Vertigo Berlin) | industrial metal

Fortunatamente “F & M” - secondo disco del progetto Lindemann, creato dal leader dei Rammstein e Peter Tägtgren (Hypocrisy, Pain e non solo) - presenta sviluppi e cambiamenti rispetto all'opera prima “Skills In Pills”. L'esordio del 2015 era un ben impacchettato commercial-metal dove Tägtgren esaltava le  doti di polistrumentista e produttore e il cantante tedesco dava sfogo a una delle sue argomentazioni-cardine di sempre: perversioni, devianze e tematiche estreme legate alla sessualità, con l'aggiunta del superbo correlato visivo con cui il duo accompagnò “Skills In Pills”.

Un artwork pregevole e dei videoclip shock, oltre alle polemiche, hanno portato grandi numeri in chart e massicce visualizzazioni. Peccato che a livello musicale il disco – oltre un paio di buoni brani – non abbia offerto praticamente nulla di significativo. Da un side-project portato avanti da questi due influenti personaggi era dunque lecito attendersi molto di più, proprio perché parliamo di una coppia di musicisti eclettici da sempre capace di muoversi al di là del territorio amico, quello puramente metallico.

La prima scelta fortunata di “F & M” è il cantato in tedesco. Nella lingua madre Lindemann offre performance vocali più autentiche, ispirate e soprattutto “vere”, calcate perfettamente sulle scottanti storie narrate: basti ascoltare "Gummi" e la pregevole prova vecchio stile offerta in "Ach So Gern". E se volessimo trovare un filo conduttore tra quest'opera e il tanto atteso nuovo dei Rammstein uscito a maggio, sarebbe proprio la canzone più bella del lotto a traghettarci, ovvero “Puppe”.
I semi del brano presente nel settimo lavoro degli alfieri della Neue Deutsche Härte - capolavoro d'intensità e costruzione lirica – ha fruttato in uno dei passaggi più belli del secondo atto-Lindemann: “Knebel”, con l'iniziale incedere acustico e il successivo fragoroso delirio, la traccia è la vetta dell'opera e molto probabilmente della produzione del side-project. Brano ipnotico e oscuro dove il vocalist compone uno dei suoi testi più malati, degnamente accompagnato da un videoclip censurato appena uscito.

Già, i videoclip: in un contesto musicale in cui ormai non sembrano più avere tanta importanza, la premiata ditta Tägtgren-Lindemann ne rilascia svariati e tutti di pregevole fattura, dove nel primo e nel terzo appare anche il grande attore svedese Peter Stormare: "Steh Auf", "Ich Weiß Es nicht", "Knebel", "Frau & Mann", "Ach So Gern", quest'ultimo una sorta di seguito ideale e altrettanto scioccante di "Knebel". Inoltre, già alla fine del 2018, era stato pubblicato un singolo/videoclip (“Mathematik”) finito anch’esso all’interno del disco (nella più cupa e sobria versione originale), in cui il buon vecchio Lindemann girava vestito da scolaretta! Questo brano, nell’esplosiva variante eseguita in combutta con il rapper tedesco di origini curde Haftbefehl, lasciava presagire una svolta hip-hop per il progetto in esame, svolta in realtà solo suggerita da questo notevole e riuscito atto di coraggio partorito dai Nostri.

Sta di fatto che proprio attraverso “Mathematik” Lindemann prende nettamente le distanze dai Rammstein, una band da cui sappiamo bene o male cosa aspettarci. La prerogativa principale di “F & M” è dunque quella di saper spiazzare l’ascoltatore, non aderendo pedissequamente alle coordinate dell’industrial-metal tout court, per mettere invece in circolo nuove suggestioni che sanno anch’esse toccare le corde più alte della solennità: in questo caso “Blut” o l’epica teatrale di “Schlaf Ein” potrebbero incarnare un ulteriore tentacolo dei Rammstein in via di costruzione (non a caso l’intensità emotiva presente in “Wer Weiß Das Schon” fa il paio con quella già ascoltata nella pregevole “Diamant” del sestetto tedesco).

Da quanto esaminato, ne deriva che musicalmente la veste del nuovo album - pur se meno pesante - risulta leggermente più oscura e soprattutto aperta a soluzioni (necessariamente) diverse rispetto al suo mediocre predecessore: anzi, si ha quasi l'impressione che Lindemann si sia impegnato più qui che nel lavoro dei Rammstein, proprio per quella possibilità di spaziare tra una quantità maggiore di ingredienti messi sul piatto (lo zampino di Tägtgren a tal proposito sembra risolutivo).
“F & M” ci consegna un progetto in buona forma, da cui ovviamente sarà lecito attendersi un terzo capitolo ancora più votato al cambiamento e alla sperimentazione. Dopo un disco dei Rammstein abbastanza di maniera (studiato soprattutto per accontentare i fan), Lindemann fa un passo avanti, in fatto di originalità e contaminazione: se ne gioveranno gli stessi Rammstein nel caso dovessero mai decidere di comporre qualcosa di nuovo in tempi brevi.

(10/01/2020)

  • Tracklist
  1. Steh au
  2. Ich weiß es nicht
  3. Allesfresser
  4. Blut
  5. Knebel
  6. Frau & Mann
  7. Ach so gern
  8. Schlaf ein
  9. Gummi
  10. Platz eins
  11. Wer weiß das schon




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