Matana Roberts

Coin Coin Chapter Four: Memphis

2019 (Constellation) | avantgarde, jazz

Quarto capitolo della saga “Coin Coin” per Matana Roberts, un nuovo affascinante viaggio nella memoria storica del popolo afroamericano affidato a un’esplorazione sonora corale e a una narrazione aspra ed emotivamente angosciante.
La realtà di Memphis filtrata dal ricordo della nonna è l’elemento antropologico di un album che rimette in libertà una tradizione musicale fatta di blues, cajun e jazz arcaici.
Un progetto liricamente fluido e instabile, una sequenza di elaborazioni ancor più radicali e screziate, che sconfinano in un’orgia noise al limite del caos, dove la peculiare tecnica di collage sonori di Matana Roberts raggiunge vertici ineguagliabili.

Dialoghi, parole pregnanti in libertà, free-jazz, country, violini dai toni ora poetici ora brutali, sax dal forte impatto descrittivo e visionario, cacofonie strutturate, sacro e profano, vibrafoni, campane, fisarmoniche e tante voci: una serie di elementi creativi pronti a modellare un moderno jazz destrutturato.
Complici del nuovo magico capitolo, Hannah Marcus (Godspeed You! Black Emperor) e Sam Shalabi (Land Of Kush), perfetti artigiani di quel mix di passato e presente che tra urla, declami e un frenetico mosaico di tradizione e avanguardia mira a svegliare le coscienze più che a confortarle.
Con “Coin Coin Chapter Four: Memphis” l’artista rimarca con forza la volontà di non associare la propria identità creativa alla complessità delle regole della musica jazz. Aver puntato su un’etichetta come Constellation per questa notevole avventura è segno di una scelta legata alla contaminazione e all’idea dell’altro come concetto utile a superare le barriere ideologiche sulle quali si fonda il razzismo.

Ferma restando la forza dell’insieme delle dodici tracce, i quasi dieci minuti di “Trail Of The Smiling Sphinx” sono pura estasi creativa: citazioni e frammenti culturali si susseguono tra poliritmie frenetiche, arie di musica popolare, turbinii free, scampoli di romanticismo, che nel loro insieme si insinuano sottopelle.
C’è molto da sorseggiare e gustare, in “Coin Coin Chapter Four: Memphis”: il tono indolente e felicemente rilassato e giocoso di “Fit To Be Tied”, la profondità carnale del gospel “Her Mighty Waters Run”, o l’evoluzione espressiva del canto che partendo dalla lucida follia di “As Far As The Eye Can See” espugna una spiritualità che travolge e incanta nella breve liturgia finale di “How Bright They Shine”.

Progetto monumentale e culturalmente fuori da qualsiasi strategia produttiva contemporanea, la serie “Coin Coin” di Matana Roberts è ancora ben lungi, per fortuna, dall’essere conclusa. Pur rimarcando il fascino più incisivo e vibrante di questo nuovo atto, va sottolineato che per l’artista la funzione primaria è affidata più al racconto storico che alla musica; quest’ultimo elemento funge da raccordo alle molteplici suggestioni che hanno radici nell’esperienza e nella sofferenza dell’umanità.
Se, come dichiarato dall’artista, la sequenza dei capitoli è stata scomposta da necessità creative personali, non ha forse senso compararne la valenza artistica. Va preso atto che siamo di fronte a un unicum culturale che lascerà un segno indelebile in questo terzo millennio.

(23/10/2019)



  • Tracklist
  1. Jewels Of The Sky: Inscription
  2. As Far As The Eye Can See
  3. Trail Of The Smiling Sphinx
  4. Piddling
  5. Shoes Of Gold
  6. Wild Fire Bare
  7. Fit To Be Tied
  8. Her Mighty Waters Run
  9. All Things Beautiful
  10. In The Fold
  11. Raise Yourself Up
  12. Backbone Once More
  13. How Bright They Shine




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