Teitanblood

The Baneful Choir

2019 (Norma Evangelium Diaboli) | death-metal, black-metal

Capaci di combinare lo spirito del vero black-metal con la furia death-metal più estrema, i Teitanblood mettono a segno una delle migliori uscite in campo blackened death metal dell’anno. “The Baneful Choir”, pubblicato per la francese Norma Evangelium Diaboli, conferma il ruolo di primo piano della band spagnola, con un album di grezza e infernale furia, un lavoro capace di trascendere l’umano in pura e brutale morte "anticosmica". Lontani galassie di distanza da compromessi e cedimenti, i Teitanblood continuano dritti per la strada intrapresa con il dirompente “Death” del 2014, secondo album che li aveva lanciati e fatti conoscere a livello internazionale dopo il promettente esordio, “Seven Chalices”, del 2009. In pratica, un album realizzato ogni cinque anni.

La band spagnola si colloca nell’ambito di quelle sonorità caconofoniche non certo adatte a tutti. Anche quest’ultimo lavoro è un brutale concentrato di riff death-metal, dissonanze e pura aggressività ultraterrena. “The Baneful Choir” è un terrificante attacco ai sensi che non lascia indifferenti, una perfetta colonna sonora delle infernali Malebolge. Siamo dalle parti di un certo death-black nordico (si pensi ai finlandesi Archgoat) ma con una componente thrash alla Sodom che qui emerge a tratti in tracce come “Verdict Of The Dead”. La rabbia war metal, un po’ in stile Blasphemy, di brani come “Leprous Fire” e “Sunken Stars” qui non fa prigionieri e non arretra di un solo passo.

Non mancano anche efficaci interludi atmosferici e oscuri, come "Insight" e "..Of The Mad Men" che aprono la strada all’annichilente title track che sfuma con un canto gregoriano che sembra provenire dall'oltretomba, un sound che ricorda il dark-ambient di Raison d'être. Proprio gli interludi ambient che non sfigurerebbero in un disco ritual black industrial di Trepaneringsritualen (compresi l’intro “Rapture Below” e l’outro “Rapture Below”) fanno risaltare, per contrasto, ancora di più gli assalti al fulmicotone e la violenza percussiva dei Nostri, sempre guidati dalle urla agghiaccianti di Ignacio Muñoz, in arte NSK (anche basso e chitarra) e dal drumming virulento del batterista conosciuto come J. Il tappeto di synth a cura di "CG" Santos e la chitarra di Javi "JF" Félez completano efficacemente il quadro dell'evocato pandemonio.

La copertina dell’album è stata creata dall’artista finlandese Timo Ketola, mentre il libretto di accompagnamento e la copertina interna mostrano le inquietanti opere di Dávid Glomba, talentuoso illustratore slovacco. Il tutto impreziosisce un album che non può mancare negli antri di tutti gli appassionati di musica metal oltranzista, specie se fanatici delle dirompenti commistioni infernali tra black e death.

(15/11/2019)



  • Tracklist
  1. Rapture Below
  2. Black Vertebrae
  3. Leprous Fire
  4. Ungodly Others
  5. Inhuman Utterings
  6. Insight
  7. ...Of The Mad Men
  8. The Baneful Choir
  9. Sunken Stars
  10. Verdict Of The Dead
  11. Charnel Above
 
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