Boy George

This Is What I Dub, Vol. 1

2020 (BGP) | dub

Potremmo aprire un capitolo a parte sui progetti di Boy George dapprima annunciati e poi mai pubblicati, una costante della sua carriera solista sin dagli anni 80. L'attuale quarantena dev'essere tediosa anche per lui, arroccato nel suo castellino gotico di Hampstead; dopo aver rilasciato una canzone dall'esplicativo titolo di "Isolation" qualche settimana fa, adesso è incredibilmente apparso in Rete "This Is What I Dub, Vol. 1", ovvero le versioni dub del precedente album di studio "This Is What I Do" alle quali stava lavorando già ai tempi dell'uscita di quest'ultimo quasi sette anni fa. Mettiamo poca enfasi su quel "Vol. 1" per ora, l'arrivo di una seconda collezione potrebbe non materializzarsi mai (anche perché in teoria staremmo ancora aspettando il volume due della raccolta di inediti "The Unrecoupable One Man Bandit, Vol. 1" uscita nel 1998).

Certamente molti dei pezzi prescelti per la rielaborazione già mostravano influenze reggae nella versione originale, ma Boy George s'è messo d'impegno per ricantarli e riarrangiarli, aggiungendo o togliendo parti, e soprattutto facendosi spesso da parte per dare ai numerosi ospiti carta bianca per modificare il brano ben oltre l'idea di un semplice remix. Grazie anche ai tre inediti in scaletta, "This Is What I Dub, Vol. 1" ha tutti i crismi stilistici di un lavoro a sé stante.
JC001 permuta "Bigger Than War" in una sorta di hip-hop dal rilassato passo downtempo, U Brown fa di "Nice N Dub" un divertente momento da spiaggia, e assieme a Joe Worriker conduce l'intera "Dub Your Life" come un freestyle improvvisato durante un sound system. Emozionante il duetto con Mary Pearce su "Dub N Danger", forse la canzone la cui struttura rimane più fedele alla forma originale, lo scarno arragiamento ne mette in risalto la bella linea melodica.

L'affinità di Boy George col dancefloor rivive nel ritmo di "Vibration Dance Dub", che potrebbe essere uscito da un live dei Soul II Soul, nel passo drum'n'bass di "God Is Dub" e in quella sorta di cavalcata dance dagli umori quasi techno dell'inedito "Original Sin". Non sfigurano neppure gli altri due inediti: "Vanity Project" è la canzone più tipica della scrittura di Boy George a partire da un testo amaro e - potenzialmente - autoreferenziale, mentre su "Things Are Gonna Change" la sua voce si spinge con navigato fascino verso il soul della Motown.
Tuttavia il momento il più bello è riservato al finale, dove finalmente - dopo anni di snippet e attesa - troviamo "Death Of Samantha" di Yoko Ono cantata da un'intensissima Sinead O'Connor, altra irlandese dalla vita turbolenta e dalle forti affinità alla spiritualità del reggae, che semplicemente "vive" il testo del pezzo come fosse suo.

Un ascolto forse non propriamente utile, ma che indubbiamente ha un certo fascino e dimostra la naturale affinità di Boy George per quelle sonorità caraibiche che s'infiltrarono nel tessuto britannico degli anni 60 e 70 quando lui era ancora piccolo. Queste non saranno forse le spettrali e inventive versioni dub di "Hurricane" di Grace Jones (solo "Meditation Dub" e "Play Me Dub" si spingono verso territori elettronici più sperimentali, ricchi di riverberi e silenzi), ma il giusto equilibrio tra melodia e atmosfera rende il disco degno di una menzione. Ancora una volta, Boy George dimostra di essere ben più creativo in solitaria che non quando si rimette a litigare con gli altri membri dei Culture Club - l'ultimo "Life" pubblicato con la sua band è già finito nel dimenticatoio, mentre questo ben più defilato "This Is What I Dub, Vol. 1" ha il potenziale per accompagnarci almeno per tutta l'estate.

(17/04/2020)



  • Tracklist
  1. Bigger Than War feat. JC001
  2. Vanity Project feat. General Waste
  3. Things Are Gonna Change feat. Dr Brian Kennedy
  4. Star Dub feat. Linton Kwesi Johnson
  5. Nice N Dub feat. U Brown
  6. Dub Your Life feat. Joe Worriker, U Brown
  7. Original Sin feat. Sinead Egan
  8. Vibration Dance Dub
  9. Meditation Dub
  10. Dub N Danger feat. Mary Pearce
  11. Play Me Dub feat. Dennis Bovell
  12. God Is Dub
  13. Death Of Samantha feat. Sinead O'Connor
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