Yoko Ono

Warzone

2018 (Chimera Music) | experimental, avant-pop

Per il quarantottesimo anniversario di "Imagine", Yoko Ono ha lanciato una serie di iniziative commemorative - un cd-box, un film al cinema, un voluminoso libro fotografico - che si è concluso inevitabilmente con un suo album solista. Giunta agli 85 anni di età, la vedova di Lennon rielabora alcuni brani del proprio repertorio, tra cui anche la nota canzone scritta a quattro mani con il marito, di cui solo recentemente è stata riconosciuta co-autrice. La title track proviene dall'album "Rising" del 1995 ma, rispetto ai ritmi più selvaggi presenti nella traccia originale, qui tutto si fa più astratto e distruttivo. Un rumore di elefanti in lontananza si fonde con il suono degli spari e delle grida della giapponese. Gli stessi spari che coraggiosamente Yoko mise nel primo album dopo la morte di Lennon ("Season Of Glass"), come per richiamare la brutalità del suo omicidio, li troviamo anche qui a fare da sfondo a una "zona di guerra" che non conosce pietà né cedimenti. Come si può evincere dal titolo dell'album, le immagini belliche vengono evocate ed esorcizzate durante l'intera opera: in "Hell In Paradise" è il suono delle bombe a svegliare l'ascoltatore dal tepore dei synth, altrove sono le grida animalesche di "Why" a ricordarci come la guerra sia democraticamente brutale con qualsiasi essere cammini sulla Terra.

Una carriera lunga cinquant'anni, quella di Yoko; una carriera spesso fraintesa e vissuta nell'ombra di una critica feroce e ingiusta, ma che ha trovato la consacrazione nei circuiti dance e underground grazie a un brano come "Walking On Thin Ice". Una carriera in cui vale la pena segnalare "Starpeace" (quasi metà dei brani proviene proprio da qui) e un piccolo gioiello come "Approximately Infinite Universe", episodio pop-rock che la vede nelle vesti - fino ad allora inedite - di cantautrice e cantante raffinata. Proprio da quel disco proviene "Now Or Never", qui inserita con una resa synth-pop che si dimentica delle chitarre acustiche del vecchio prototipo. Il leit-motiv dell'album è quello di una musica elettronica frequentemente spoglia, che regge con delicatezza le canzoni e raggiunge uno dei suoi apici emotivi in "Where Do We Go From Here" ("se spazziamo il fondo dei fiumi/ troveremo corpi che non dovrebbero essere lì", recita la Ono con una punta di malinconia). 

La musica di Yoko è sempre stata militante e, per certi versi, persino disarmante. La sua discografia è tutto tranne che lineare, riflesso di una carriera sempre dedita alla sperimentazione. Questo è uno dei fattori che più si ripercuote sul disco, che non trova una propria omogeneità tra le tracce. Nonostante l'incostanza stilistica, ciò che emerge chiaramente è la volontà di rendere protagonista la sua voce, nel corso degli anni sempre più ricercata, ma che agli esordi fece persino tremare Frank Zappa regalandogli con le sue urla un frammento di "piccola eternità". In un disco carico di sentimentalismo (a volte sin troppo, se vogliamo trovargli un difetto), il colpo energico viene sferrato dall'inno femminista in chiave blues-rock di "Woman Power" e "Children Power", ma altrove la Yoko ultra-ottantenne che affiora è quella che canta dolcemente sopra il pianoforte due docili ballate come "I Love You Earth" e "I Love All Of Me".

Trattandosi di Yoko Ono, le scelte azzardate sono tuttavia sempre dietro l'angolo: ecco allora che per la scena finale decide non solo di cantare, ma pure di riarrangiare totalmente "Imagine": un peccato capitale per i fan di Lennon, ma da apprezzare se non altro per l'enorme coraggio a volersi cimentare con un pezzo considerato sacro. La versione di Yoko si regge su una base ambient straziante, che decostruisce totalmente l'originale, riconoscibile soltanto da un fugace cameo del pianoforte. La sua voce, fino a qui impeccabile e piacevole, sembra in "Imagine" devastata da un nodo in gola, come a sottolineare che forse, a distanza di tantissimi anni e in un mondo ancora corroso da infinite guerre, si può definitivamente dire che the dream is over.

(22/10/2018)



  • Tracklist
  1. Warzone
  2. Hell In Paradise
  3. Now Or Never
  4. Where Do We Go From Here
  5. Woman Power
  6. It's Gonna Rain
  7. Why
  8. Children Power
  9. I Love All Of Me
  10. Teddy Bear
  11. I'm Alive
  12. I Love You Earth
  13. Imagine


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