Choir Boy

Gathering Swans

2020 (Dais) | dream-pop, synth-pop, new romantic

Non poteva che approdare su Dais Records questo interessante progetto capitanato da Adam Klopp, eclettico musicista originario di Cleveland (poi trasferitosi a Salt Lake City) già all’opera con i Choir Boy nel debut del 2016 “Passive With Desire” (uscito su Team Love Records ma prontamente ristampato due anni dopo dalla stessa Dais). Quella della band americana è una proposta che rinverdisce la nostalgia per una certa new wave, qui filtrata attraverso un approccio dreamy che in parte ricorda le ultime cose dei Drab Majesty (anche per via dei vari videoclip di chiara matrice lo-fi). Al contrario però del duo californiano, i Choir Boy rinunciano in toto alla componente drammatica per fare invece spazio a una dimensione molto più leggera, di matrice prettamente pop.

“Gathering Swans” è stato anticipato da un paio di singoli di alto livello: un primo pezzo (“Complainer”) - devoto sia alle atmosfere malinconiche dei Lust For Youth che alle inconfondibili melodie degli Smiths - e poi ancora la superba “Toxic Eye” (un rimando eloquente alla bizzarra copertina del disco), una canzone permeata da una straniante sensazione di nostalgia e sofferenza (“l’inganno oculare, tutto il veleno che sto percependo, occhio tossico”). Qui si rivela molto azzeccato l’utilizzo della tromba, capace di garantire maggiore corposità a un brano altrimenti privo del giusto peso specifico.

Con un biglietto da visita di questo tipo, il resto praticamente scivola via sull’olio, come se ogni passaggio di “Gathering Swans” fosse la naturale prosecuzione del precedente: tra questi, merita una citazione l’opener “It’s Over” (colpisce l’intreccio tra il basso e la voce angelica di Adam, il choir boy della situazione) o la romantica e raffinata “Nites Like This”, un pezzo che in realtà girava su YouTube da alcuni mesi.
Nonostante la chiara attitudine indie-pop delle varie composizioni, il progetto riesce a smarcarsi con disinvoltura da quell’apparente semplicità percepibile a un primo ascolto. Non a caso pezzi come “Shatter” oppure la conclusiva title track nascondono uno spettro cantautoriale non troppo lontano da quelle evoluzioni musicali che hanno lanciato la carriera solista di David Sylvian nel periodo post-Japan. Ecco perché “Gathering Swans” è molto più new romantic di quanto si possa credere, un trait d’union tra passato e presente che si materializza attraverso dieci composizioni di indubbia qualità. Una piacevole conferma.

(12/05/2020)

  • Tracklist
  1. It's Over
  2. Toxic Eye
  3. Complainer
  4. Nites Like This
  5. St. Angela Merici
  6. Sweet Candy
  7. Shatter
  8. Eat The Frog
  9. Happy To Be Bad
  10. Gathering Swans
 




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