Colapesce/Dimartino

I Mortali

2020 (42 Records/Picicca Dischi/Sony Music) | pop

La notizia di un disco scritto a quattro mani da due tra i migliori esponenti del cantautorato indipendente italiano, all’anagrafe Lorenzo Urciullo (in arte Colapesce) e Antonio Di Martino (alias Dimartino), ha suscitato curiosità e attesa. Dopo aver già cooperato, in passato, come autori per altri artisti, i due hanno consolidato la propria collaborazione e la propria amicizia con questo primo lavoro ufficiale dal significativo titolo “I Mortali”.
Quando un sodalizio tra cantautori si rafforza con l’intento di proporre un prodotto congiunto, l’obiettivo principale è spesso quello commerciale a discapito di quello puramente artistico e di confluenza d’idee creative. Non è affatto questo il caso.
Si tratta di due rappresentanti di assoluto rilievo e soprattutto nel pieno della loro maturità artistica, confermata da riscontri sempre più vasti, sia di critica che di pubblico.

Torna alla mente uno dei progetti congiunti più importanti degli ultimi anni, sfornato da tre top del miglior cantautorato moderno italiano, quel “Il Padrone della festa” del trio Fabi/Silvestri/Gazzè che aveva incantato tutti nel 2014.
Gli ultimi rispettivi lavori individuali presentati da Colapesce e di Dimartino sono risultati, in entrambi i casi, dischi di notevole fattura. La perfetta commistione misurata tra suoni stratificati e ostici e atmosfere più orecchiabili che identificò ”Infedele”, edito nel 2017 dal siracusano Colapesce, si unifica alla frizzante svolta che il palermitano Dimartino scelse per il fortunato “Afrodite”, pubblicato nel corso del 2019.

Siracusano e palermitano, si diceva. Il connubio possiede, in effetti, l’ulteriore caratteristica di riunire due artisti di origine siciliana, che amano prepotentemente la loro splendida terra d’origine, profumata di storia. “I Mortali” è un disco che sprizza sicilianità da tutti i pori. A corredo del progetto musicale, i Nostri hanno realizzato anche un cortometraggio, disponibile in streaming, che porta lo stesso titolo del disco. Un live movie che vede i due cantautori dialogare attraversando alcuni scenari incantevoli della loro regione.
Il concetto fondamentale che guida l’intero lavoro è proprio quello della mortalità, condizione comune a tutte le creature terrene, destino cui anche l’uomo non può sottrarsi. Non è facile e non è da tutti credere nello schema inverso, quello dell’immortalità. Durante l’adolescenza ogni uomo è convinto di essere immortale, più forte, in grado di fare qualsiasi cosa. E’ proprio la morte, invece, a essere il concetto più oggettivo dell’intera esistenza. La coppia Colapesce/Dimartino definisce come tutti i nostri corpi sono inevitabilmente destinati a sparire, disintegrarsi, diventare altro. Il disco è quindi dedicato a tutti noi mortali, alla nostra convenzionalità ma contemporaneamente all’infinita singolarità del pensiero personale di esseri umani.

Circa un mese prima della pubblicazione del disco, come gustoso antipasto, è stato sapientemente selezionato il singolo apripista “Luna araba” con il prezioso contributo di Carmen Consoli (in un vero e proprio sit-in siciliano). Il brano è un attuale, trascinante e nostalgico viaggio che proietta con fervida immaginazione nei luoghi e nelle fantastiche atmosfere sicule, passando tra Normanni, lune arabe e influenze spagnole nell’antica isola di Ortigia. Il singolo è accompagnato da una coloratissima clip ufficiale realizzata dal pittore Tommaso Buldini, intrisa di sequenze psichedeliche.
Scorrendo tra le pagine di questo prezioso lavoro, emergono molti brani di spicco. In “Cicale”, introspettiva e sorniona, ma con un ritornello riuscito e orecchiabile, si chiamano in causa colte tematiche platoniane con il “Mito delle Cicale”. Gli esseri umani appassionati a tal punto dalla musica arrivano a dimenticare di nutrirsi e disporsi addirittura ad accettare di morire pur di continuare a cantare e trasformarsi in cicale, grazie all’intervento delle Muse, così da poter cantare felicemente all’infinito.

“Il Prossimo semestre” è un nuovo intenso e accorato omaggio alla figura del cantautore, sulle tracce di quanto rappresentato in precedenza da Edoardo Bennato (“Cantautore”) o da Piero Ciampi (“Il Merlo”). Riferimenti chiari alla famosa strage di Erba in “Rosa e Olindo”, gustosamente retrò nelle melodie incastrate su fraseggi in stile neo-pop, dove il nostalgico pensiero dei due innamorati, ora divisi a causa della condanna patita, che dopo un’intera vita passata assieme, vivono, distanti, il distacco causato dalle restrizioni circondariali, con lo scambio di romantici pensieri. Altro ottimo frammento del puzzle è il tassello “Raramente,” un profondo motivo che sfocia in un refrain efficace.

Atmosfere “sixties” costituiscono le fondamenta di “L’ultimo giorno”, una romantica ma brutale avventura di due adolescenti che si dicono addio in uno dei luoghi più conformi, la stazione. “Majorana” è un pezzo molto autobiografico e tra i preferiti da entrambi, per loro stessa ammissione. E’ una ballata guidata da una sinuosa chitarra acustica, dove le voci dei due protagonisti si fondono al meglio nella cadenzata descrizione di frammenti personali, legati alla fresca giovinezza.
La produzione dell’abilissimo Mace (Simone Benussi) è perfettamente riconoscibile nelle scelte stilistiche utilizzate per “Adolescenza nera”, un denso e accorato comizio che descrive, nuovamente, il periodo forse più complesso dell’intera fase evolutiva della vita di un essere umano.
Caratteristiche da hit sono presenti nella trascinante “Noia mortale”, brano nient’affatto vicino al riferimento del titolo. Ritmo incalzante e ritornello accattivante, elementi lampanti anche in “Parole d’acqua”, riflessioni che frullano nella testa di ogni individuo, ma che non si ha mai avuto il coraggio di esprimere realmente.

“I Mortali” è un lavoro che vede i due cantautori siciliani fondere perfettamente le proprie migliori caratteristiche, per esprimere concetti sofisticati e non convenzionali, cesellandoli in ambiente di sicurezza. Un pop d’autore di estrema qualità, prodotto in maniera impeccabile, grazie all’aiuto di specialisti raffinati che hanno impreziosito una serie di brani immediatamente afferrabili. Già citato il valoroso contributo di Mace, altrettanto soddisfacente l’apporto di Frenetik & Orang3 (Daniele Mungai e Daniele Dezi), Mario Conte e la coppia Federico Nardelli e Giordano Colombo, già all’opera con Gazzelle e Fulminacci.
Considerando le più recenti pubblicazioni di Colapesce e di Dimartino, in aggiunta alle proposte più immediate, avrebbero ben figurato maggiori combinazioni melodiche più complesse. Ma è la classica ricerca del pelo nell’uovo all’interno di un lavoro confezionato in maniera pregevole.

(18/06/2020)

  • Tracklist
  1. Il prossimo semestre
  2. Rosa e Olindo
  3. Lunaaraba (con Carmen Consoli)
  4. Cicale
  5. Parole d'acqua
  6. Raramente
  7. L'ultimo giorno
  8. Noia mortale
  9. Adolescenza nera
  10. Majorana


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