Ed Askew

London

2020 (Tin Angel) | alt-country, folk

Personaggio ai confini del variegato e spesso inesplorato mondo folk, Ed Askew è una vera e propria leggenda della cultura americana. Pittore e musicista dalla raffinata sensibilità musicale, per molti versi affine a Bill Fay o al Bob Dylan più aspro, Askew ha sempre rifuggito il ruolo di artista a tempo pieno - quasi un clandestino della scena musicale americana, di cui alla fine è parte senza volerlo.
Sarà per quel cantato pungente e fragile, o per quell’indugiare in folk-blues sghembi e quel modo di porgere le parole come se fossero lacrime rinsecchite dal tempo, o per colpa della sindrome del tunnel carpale che lo ha spesso allontanato dalla musica scritta, ma Askew resta una delle figure cantautorali aliene.

Rispettato e citato da molti moderni songwriter (su tutti Sharon Van Etten), Askew conserva nelle sue ultime incisioni il profilo di un improbabile chansonnier in cerca di una patria artistica. In passato l’artista americano ha già violato il rigore da solitario folksinger affascinato dall’estetica chamber-folk e noir (“For The World”); questa volta spetta ad Alex Neilson (o Alex Rex) dei Trembling Bells risvegliare gli ardori del musicista, che in verità ha rilasciato pochi mesi prima un altro campionario di canzoni nuove sotto il titolo di “2020”. “London” raccoglie il frutto di una collaborazione nata sul palco e poi tradotta in un progetto discografico, e non è difficile capire perché l’artista non abbia indugiato nel pubblicare questo album a breve distanza da “2020”.

“London” è il disco inaspettato, il frutto di una scappatella più intensa di una storia d’amore, un miracolo compiuto dallo stesso Askew con l’aiuto di Mike Heron ex-Incredible String Band, più il pianista Jay Pluck, il bassista Tyler Evans, il violinista Jordan Hunt e, appunto, Alex Neilson, lo stesso gruppo che ha accompagnato il musicista nel Summer Of Love Tour.
L’intensità di “London” è sconvolgente: armonie raffinate e memorabili degne di una folk-rock band anni 70 immerse in un’atmosfera in bilico tra il Neil Young di “On The Beach” e il Bob Dylan di “Basement Tapes”.
Poco importa se sono vecchie canzoni recuperate dal cassetto - “Ask The Unicorn” era la title track del lontano esordio del 1968 - o nuove composizioni - l’ammaliante e straziante “Coast To Coast” - la vitalità di queste sette canzoni è un colpo al cuore. La potenza espressiva viscerale di “Little Eyes”, tratta dall’omonimo album, la tenerezza priva di fronzoli di “Starlight In Brooklyn” e il surreale crescendo dal passo incerto e tormentato di “Little Clouds” confermano quanto Ed Askew sia sempre stato bravo nel trasformare imperfezioni e vulnerabilità in autentica poesia.

A sigillo di tanta bellezza, gli abbondanti sette minuti di “Roadio Rose”, un brano catturato dall’album “For The World”, lievemente alterato e ricucito con una perfezione che è un trionfo di scrittura e d’arrangiamento. Un piccolo miracolo che Alex, Mike e Jay compiono con una devozione e una compartecipazione spirituale che incantano e che spingono l’incauto ascoltatore, ignaro di tanta meraviglia, ad avventurarsi in un ricco passato discografico meritevole di considerazione.

(27/07/2020)



  • Tracklist
  1. Little Eyes 
  2. Coast To Coast 
  3. Little Clouds
  4. Starlight In Brooklyn 
  5. Ask The Unicorn
  6. Roadio Rose 


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