Garmarna

Förbundet

2020 (Season Of Mist) | nordic folk, folk-rock

Tra i nomi di culto per chi segua la scena folk scandinava, un posto d’onore spetta agli svedesi Garmarna. Attivi dal lontano 1990, i Nostri giungono oggi alla loro settima prova su lunga distanza. “Förbundet” esce su Season Mist ed è coprodotto da Christopher Juul degli Heilung. Del resto, i Garmarna sono stati un po’ gli antesignani di una nuova onda (o meglio “orda”) folk nordica dallo spirito fieramente etenista e neopagano. Ad esempio, artisti come Wardruna, Myrkur, Forndom e gli stessi Heilung debbono moltissimo alla band svedese. Il repertorio dei Garmarna consiste in massima parte in una rielaborazione contemporanea di antiche ballate tradizionali. Ricordiamo, ad esempio la celeberrima “Herr Mannelig” che narra la storia di una donna abitante dei boschi (un troll o una fata, a seconda delle versioni) che si vede rifiutare la sua proposta di matrimonio in quanto non cristiana. I loro testi affondano molto spesso nel folklore della propria terra e la loro musica consiste in un’originale folk-rock che non disdegna inserti elettronici, persino di marca trip-hop (in particolare, negli album “Hildegard Von Bingen” del 2001 e in “6”, penultimo lavoro datato 2016). “Förbundet” è il loro album più riuscito dai tempi di “Guds Spelemän”, loro indiscusso capolavoro uscito nel 1996. Non a caso, il disco segna anche un ritorno alle ballate folk e alle atmosfere dei loro lavori anni Novanta. Tutti i testi sono cantati in svedese.  Spicca in particolare la voce affascinante di Emma Härdelin, qui in una delle sue prove migliori.

Un brano efficace e diretto come “Ramunder” apre le danze con la storia di un feroce guerriero che con la sua spada fa strage di nemici e di giganti. La ballata è un libero adattamento di un brano del Settecento e vede la partecipazione di Anders Norudde del gruppo folk Hedningarna, qui alle prese con una moraharpa, strumento tradizionale scandivo il cui uso risale al 1526. Il contrasto con l’elettronica riesce a creare un’atmosfera magica e ipnotica, quasi archeo-futurista. Si tratta anche del primo singolo dell’album pubblicato e accompagnato da un video.
“Två Systrar” continua sulla strada con una cupa storia di tradimento, vendetta e rivalità familiare. Ospite d’eccezione questa volta è la voce di Maria Franz, già cantante negli Heilung e negli Euzen. Le influenze elettroniche sono tenui e soffuse e contribuiscono a creare un’atmosfera oscura e affascinante.
“Dagen Flyr” invece è un brano toccante sull’accettazione della vecchiaia e della morte inevitabile, una sorta di addio alla vita, fiero e consapevole. Musicalmente siamo di fronte a una danza selvaggia attorno a un ultimo falò che brilla solitario nella notte. Perfetto contraltare è la traccia successiva, la drammatica “Sven i Rosengård”, che racconta il feroce omicidio del proprio fratello e la fuga dal paese, mentre una madre implora disperata per un ritorno che non avverrà mai. Si ode quasi un richiamo a un brano famoso della band, quell’inno alla licantropia (tema centrale del folklore scandinavo come sanno bene i fan degli Ulver) rappresentato dalla classica e furiosa “Varulven”.

La seconda parte dell’album si apre con “Ur Världen Att Gå”, ballata acustica che riflette sul tema della perdita, per poi proseguire con l’eterea melodia ancestrale di “Vägskäl”. Si continua quindi con “Lussi Lilla”, storia di una ragazza che si difende dalle avance dei cortigiani con l’aiuto del proprio fratello. Per questo la giovane donna verrà poi ricompensata dal Re con una corona d’oro. Ospite questa volta è la voce maschile di Ulf Gruvberg. “Avskedet” dall’incedere malinconico viaggia su binari dark-folk prima di terminare il tutto con “Din Grav”, titolo traducibile come “La tua tomba”, un breve epilogo tra elettronica avvolgente e voce sognante.
Da menzionare anche l'ottimo artwork dell'album, disponibile in cd e vinile, che si avvale delle illustriazioni dell'artista svedese Axel Torvenius.

“Förbundet” suggella il ritorno in splendida forma della band svedese, che qui trova anche un perfetto bilanciamento fra tradizione e creatività, tra (neo)folk e suggestioni elettroniche. Il tutto ben si amalgama in uno stile personale capace di dar vita a ballate oscure, molto spesso incentrate su morte e tributi di sangue, ma sempre trascinanti ed evocative.

(08/11/2020)



  • Tracklist
  1. Ramunder
  2. Två Systrar
  3. Dagen Flyr
  4. Sven I Rosengård
  5. Ur Världen Att Gå
  6. Vägskäl
  7. Lussi Lilla
  8. Avskedet
  9. Din Grav
 








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