Greg Dulli

Random Desire

2020 (Royal Cream) | songwriter, alt-rock

Non considerando l'incompleto "Amber Headlights" (pubblicato nel 2005), del quale Greg Dulli abbandonò e mai riprese la realizzazione a causa del dolore causatogli dalla dipartita dell'amico Ted Demme, possiamo salutare "Random Desire" a tutti gli effetti come il primo disco solista del leader degli Afghan Whigs. Tenendo a mente quanto Greg Dulli sia produttivo, in quanti progetti collaterali sia coinvolto (Twilight Singers, Blackbeat Band, Gutter Twins), fa strano constatare che un debutto da cantautore sia arrivato così tardi. Si tratta di un "esordio" all'insegna della libertà, che fagocita le esperienze multiformi di Dulli sotto forma di numerose tracce, detriti grunge, fumi soul, aggiungendo però a queste sonorità delle suggestioni tutte nuove che - viene da pensare - il cantautore aveva probabilmente in serbo da tempo.

Le uniche scorribande veramente rock con le chitarre bene in vista, siano esse elettriche ("Pantomima") o acustiche ("Sempre", così come la ballatona cuore e polvere "Marry Me"), le troviamo tutte all'inizio. Il disco vira poi verso arrangiamenti meno prevedibili, almeno in riferimento a Dulli, con le fondamenta affidate al pianoforte ("Slow Pan", "Black Moon", succulenta occasione per chi ama la voce di Dulli nella sua estensione più graffiante) o agli archi (la struggente "It Falls Apart").
L'episodio più stuzzicante è difatti proprio quello in cui Dulli abbandona del tutto la sua comfort zone e "croona" su una base che ibrida western e Balcani (la spendida "A Ghost"). Altrettanto insolita e riuscita è l'unione di drum machine e fiati volatili sul leggiadro finale di "Lockless".

"Pantomima" a parte, singolo di punta chitarristico piazzato per accattivare e confortare la fandom degli Afghan Whigs, si ha l'impressione che i brani alternative rock siano i peggiori della partita ("Sempre", "The Tide", "Scorpio"). Forse Dulli dovrebbe lasciare composizioni del genere alle competenti mani dei suoi compagni di band - che comunque negli ultimi anni appare completamente malleabile alle sue esigenze cantautorali - e concentrarsi, per i prossimi lavori solisti, sulla libertà di arrangiamenti che segna le canzoni migliori di "Random Desire".
Una scelta del genere garantirebbe nuove, imprevedibili vesti ai sentimenti tormentati e contrastanti del cui racconto Dulli è tra i migliori interpreti della sua generazione.

(25/02/2020)

  • Tracklist
  1. Pantomima
  2. Sempre
  3. Marry Me
  4. The Tide
  5. Scorpio
  6. It Falls Apart
  7. A Ghost
  8. Lockless
  9. Black Moon
  10. Slow Pan


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