Ianva

1919

2020 (Antica Fonografia Il Levriero) | neofolk

Il centenario dell'ardita impresa di Fiume ad opera del poeta-guerriero Gabriele D'Annunzio e dei suoi legionari non poteva passare inosservato agli Ianva. La band genovese aveva dedicato nel 2006 il proprio album d'esordio proprio a tal evento storico e oggi torna sul tema con un ottimo vinile 7" pollici da collezione pubblicato da Antica Fonografia Il Levriero. "1919" consta di due tracce, la prima, omonima, vede un canto a due voci di Mercy e Stefania T. D'Altero, mentre la seconda, intitolata "Disobbedisco!", mette in scena il recitato dell'attore Edoardo Sylos Labini che qui interpreta le parole del Vate in quello che è un vero e proprio pamphlet incendiario, scandito sulle note marziali degli Ianva.

Chi segue la band da tempo sa che i genovesi non sono inclini al compromesso e anche qui tirano dritti per la propria strada. Il loro è un atipico quanto affascinante neofolk cantautorale con venature prog, condito da un ricco immaginario che trasuda storia, letteratura e visioni cinematografiche in bianco e nero. Ancora una volta i Nostri rievocano uno degli eventi nevralgici della storia europea: l'impresa di Ronchi che annetteva Fiume all'Italia in un atto di ferma opposizione a quanto deciso a tavolino dai "veri vincitori" nella Conferenza di Versailles.

Per certi versi, "1919" è una sorta d'incipit anche del loro primo Ep, "La Ballata dell'Ardito", e del loro primo album "Disobbedisco!". Tutto inizia con un dialogo immaginario tra un reduce della prima guerra mondiale (Mercy) e una borghese dell'epoca (Stefania T. D'Altero). Uno scambio che mette in scena una tensione tra "idealismo irrealistico e fatalismo cinico che pare connotare l’animo nazionale", come affermano gli stessi Ianva nelle note a corredo del disco. La "vittoria mutilata", il senso di aver versato il proprio sangue per giochi di potere che hanno distrutto una generazione e la legittima voglia di rivalsa di reduci umiliati e traditi, feriti nel fisico e nell'anima, sono tutti elementi che emergono nella prima parte del disco, per poi trovare una ferma volontà di riscatto nell'impavida voce del Vate nella seconda.

Il fascino di una storia come quella di D'Annunzio e dei suoi legionari travalica i fatti e le contingenze storiche per assumere la forma simbolica del riscatto corale di un popolo attraverso l'azione eroica di un manipolo di giovani arditi. È passato un secolo, ma tale gesto di rivolta verso le ingiustizie del presente non potrebbe essere più attuale. Ecco perché lo slogan "Restiamo fiumani" che accompagna l'uscita del disco brilla ancora di speranza sotto le sacre stelle dell'Orsa. Ancora una grande prova da parte di una felice anomalia nel panorama musicale italiano, afflitto troppo spesso da conformismo e mancanza di coraggio.

(11/02/2020)



  • Tracklist
  1. 1919
  2. Disobbedisco!
 
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