Lavinia Blackwall

Muggington Lane End

2020 (Self Released) | folk, songwriter, pop

Non è mai stato semplice intraprendere una carriera solista, soprattutto dopo aver scelto di abbandonare una band in pieno fulgore creativo. E’ evidente che, nonostante arrivasse inaspettata, l’intenzione di Lavinia Blackwall di lasciare i Trembling Bells, dopo l’eccellente “Dungeness”, era frutto di una lunga e meditata riflessione. Non è un caso che in seguito all’annuncio della cantante scozzese, la band si sia sgretolata in tanti piccoli microcosmi creativi.
Se per l’ex leader della formazione, Alex Neilson, è stato facile riprendere in mano una carriera solista già lungamente sperimentata con l’aiuto di Richard Youngs, e poi sotto il nome di Alex Rex, per Lavinia Blackwall “Muggington Lane End” rappresenta la rinascita. Come la mitologica fenice, l’artista si rinnova con sembianze maestose e luminose, con un album che stupisce per la qualità dei contenuti e una solidità concettuale che affascina. Nelle previsioni più ottimistiche, l’album si preannunciava come un resiliente progetto folk dai contorni bucolici e nostalgici, ma quel che meraviglia sono la modernità e la verve delle dieci tracce.

L’artista sembra aver trovato i musicisti adatti per questa nuova avventura: il batterista Seb Jonsen e il batterista Jim McGoldrick hanno un tocco agile e versatile che sottolinea alla perfezione la varietà delle composizioni, ma è il chitarrista nonché produttore Marco Rea il perfetto complice di “Muggington Lane End”, al punto che viene da chiedersi se non sia lui il mitico Stilton accreditato nel titolo del progetto.
A dispetto delle prime impressioni, dettate dal malinconico valzer barocco alla Sandy Denny di “Nothing Is Wasted” (ma non turbatevi se vi ricorderà anche la nostra Antonella Ruggiero era “Vacanze Romane”), Lavinia Blackwall mette in discussione le regole ferree del folk, tessendo un magico intreccio di quegli spunti bucolici che hanno contaminato il miglior pop inglese, dai Kinks ai Beatles per intenderci, con una scrittura ricca di intuizioni originali e coraggiose che mi hanno rimandato agli Xtc di “Mummer”.
Non stupitevi, dunque, se tra le trame del vivace folk-pop di “Troublemakers” noterete delle piacevoli nuance britpop, nulla in verità rispetto a “John’s Gone” dove Lavinia Blackwall si diverte a citare Kinks, Beatles e perfino gli Elo di “Mr Blue Sky”, tirando fuori dal cappello uno dei singoli più belli dell’anno in corso.

Non c’è episodio che non benefici di un arrangiamento o di un particolare armonico che lasci il segno: la trasognante malinconia di “Ivy Ladder” mette a dura prova la versatilità vocale di Lavinia, mentre riff pop-rock, flauti e violini creano una cornice corale di grande intensità e leggiadria, la stessa grazia che caratterizza “Waiting For Tomorrow”, una scanzonata ballata folk alla Steeleye Span che la musicista ha registrato con i vecchi compagni di avventure Mike Hastings e Simon Shaw.
Avendo incluso spesso nel proprio repertorio brani di Sandy Denny, è naturale che, grazie alle doti vocali di Lavinia, in alcuni momenti ne riecheggi la soave grazia, come nell’affascinante ballata folk “Keep Warm” e nel raffinato madrigale di “The Way That She Laughed”.

Confesso che avendo amato senza remore i Trembling Bells, ero pronto a una parziale o perfino cocente delusione, ma di fronte al sofferto e vellutato crescendo emotivo della lieve atmosfera psichedelica di “All Seems Better” (con un delizioso organo a sostegno) e all’estenuante bellezza della ballata pianistica “Hold On To Your Love”, dagli intensi tratti gothic e dalla fluidità armonica tipica di una romanza, ho ceduto e mi sono follemente innamorato di questo esuberante e gioioso omaggio al mondo dei sogni e al fiorire della natura.
“Muggington Lane End” è un disco che trasuda passione e ingegno creativo,  apprezzabile anche grazie alla registrazione live in studio, particolarmente ammaliante nella coralità folk rock della traccia finale “When Will All Come To Light (I) - Muggington Lane End (II) - Arbor Low (III)”.
Non è da meno neanche la pregevole e originale arte grafica dell’album (sia nel formato Lp che cd). Un altro segno di vitalità della scena folk e un trionfante esordio solista, per una delle voci più belle della musica moderna.

(06/06/2020)



  • Tracklist
  1. Nothing Is Wasted
  2. Troublemakers
  3. Ivy Ladder
  4. All Seems Better
  5. Hold On To Your Love
  6. Waiting For Tomorrow
  7. Keep Warm
  8. John's Gone
  9. The Way That She Laughed
  10. When Will All Come To Light (I) - Muggington Lane End (II) - Arbor Low (III)






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