Montevale

Figure And Ground

2020 (Oscarson) | post-minimalismo

La sempre più articolata e stratificata arte contemporanea risponde all’esigenza universale di preservare realtà creative non necessariamente rilevanti o propedeutiche; l’autenticità delle forme espressive spesso si palesa con maggior vigore in quei microcosmi stilistici e culturali cosiddetti minori, altresì fonte inesauribile di spunti di riflessione sullo stato delle cose.
L’incontro tra il filosofo e compositore Thomas Sattig e la musicista Ahlie Schaubel, ex-membro degli Elektrolochmann e dei Monochrome, aveva già stimolato la nostra attenzione nel 2015 con il pregevole “Moments Of A Decade”, rinnovando sensazioni che solo artisti come Sigur Ros, David Sylvian, Trembling Blue Stars e Talk Talk sembravano abili nel tratteggiare con eleganza e profondità spirituale. Per il duo tedesco Montevale il tempo non sembra essere passato, minimalismo e post-rock sono ancora l’humus musicale dal quale attingere per queste nuove sette piccole pagine d’impressionismo sonoro, solo che nel frattempo Thomas e Ahlie hanno coltivato ulteriormente quella cura del dettaglio che dona alla loro musica la stessa magia della metamorfosi che aiuta il bruco nel diventare farfalla.

Poche note e una sinergia perfetta tra voce e strumenti sono sufficienti a mettere subito in chiaro quanto il duo riesca a convertire ombre e chiaroscuri in una poesia da cantare sottovoce ma con lo stesso impeto di una cascata (“From Another Place”). Ed è un susseguirsi di intense emozioni, il minimalismo della crepuscolare “Lifelong Companion” diventa luogo nel quale far scorrazzare accenni di sax e sonorità cristalline come rugiada (“Lifelong Companion”), incrociando quella malinconia oscillante che ha già ispirato le più belle pagine dello slowcore (la title track).
Il duo avanza prendendo in prestito sfumature e accordi sapienti dal mondo dell’avantgarde e del neoclassicismo, donando loro nuova vita con un grazioso e ammaliante lirismo (“Flood Of Signals”).
Non c’è nulla, in “Figure And Ground”, che appaia casuale o superfluo: la magia della soave “The Rainsayer” rimanda alle pagine meno tenebrose dei Cocteau Twins ed è interessante scoprire lievi contaminazioni jazz nell’evocativa e cosmica ballad “A Pound Of Feathers”, ulteriori elementi di fascino di un disco dal non facile approccio, frutto di un talento non comune e di una sensibilità artistica che meriterebbe ben altre disquisizioni e rilievi critici.

A compendio di tanta bellezza, un’ultima traccia, “Write To Remember”, scivola verso una rarefazione emotiva che lascia senza respiro: il suono del piano scende negli abissi, la voce diventa un bisbiglio, il suono del sax graffia dolcemente l’anima, le tastiere abbandonano le ultime velleità armoniche, fino a dissolversi nel vuoto non senza aver stimolato sogni e utopie.

(21/05/2020)



  • Tracklist
  1. From Another Place
  2. Lifelong Companion
  3. The Rainsayer
  4. Figure And Ground
  5. Flood Of Signals
  6. A Pound Of Feathers
  7. Write To Remember




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