Olivier Derivičre / AA.VV.

Streets Of Rage 4

2020 (Mutant Ninja) | videogame music, house, jazz-funk

Nell’industria videoludica della prima metà degli anni Novanta, a oggi il lustro più variegato nella storia del settore per diversità dell’offerta, la trilogia di “Streets Of Rage” si ritagliò un posto importante, in quanto apice qualitativo di uno dei generi più popolari: il picchiaduro a scorrimento.
I tre titoli uscirono fra il 1991 e il 1994 per il Sega Mega Drive, incontrando l’entusiasmo di critica e pubblico. Per qualche motivo non trovarono però seguito sulla successiva console della Sega, il Saturn, nonostante questa vantasse numerosi giochi in quello stesso stile (si pensi a titoli storici come “Guardian Heroes” e “Dungeons & Dragons Collection”). Da allora la serie non ha più interessato la Sega, che lo ha evidentemente ritenuto un franchise superato.

Questo fino a quando, nel decennio appena concluso, il fenomeno del retrogaming non è esploso a trecentosessanta gradi. La tendenza si è tradotta in una vera e propria archeologia del videogioco, che ha riportato alla luce molti titoli sommersi dalle sabbie del tempo, in particolare fra terza, quarta e quinta generazione (ossia quelli usciti, grosso modo, fra la metà degli anni Ottanta e la fine dei Novanta).
Oltre a una raffica di ristampe e remake degli stessi, una serie di sviluppatori indipendenti ha iniziato a creare giochi nello stile dei vecchi, con conseguente rinascita del formato 2D, che negli anni Duemila sembrava spacciato. Era quindi solo questione di tempo prima che la saga di “Streets Of Rage” venisse tirata fuori dal cassetto.

Il quarto capitolo, disponibile in tutte le principali piattaforme, è stato sviluppato dalla casa parigina Dotemu, con il benestare della Sega. Per realizzarne le musiche è stato chiamato Olivier Derivière, forse il più noto compositore per videogiochi francese. A progetto inoltrato è stato poi deciso di coinvolgere anche altri artisti, per curare le musiche di sottofondo ai boss di fine livello. Fra i vari, sono stati chiamati all’appello Yuzo Koshiro e Motohiro Kawashima, i compositori della trilogia originale.
In effetti, quando era trapelata la notizia che i due non erano parte della squadra che stava lavorando a “Streets Of Rage 4”, molti commentatori virtuali si erano detti delusi per la scelta: averli coinvolti è quindi servito a innalzare le aspettative, considerando che in particolare Koshiro è per molti sinonimo e padre spirituale dell’intera saga, tanto le sue musiche pesarono sull’immaginario dei videogiocatori dell’epoca.

Nello stesso giorno di uscita del videogioco, il 30 aprile, la Mutant Ninja Records ne ha distribuito digitalmente la colonna sonora integrale: trentacinque tracce per oltre un’ora e cinquanta minuti di durata complessiva.
I primi tre brani in scaletta sono di Koshiro, a cui Derivière ha volentieri ceduto l’onore: “Streets Of Rage 4 (Main Theme)” è un downtempo che riprende il ritmo del primo capitolo, con una melodia inedita e un arrangiamento aumentato dall’orchestra, “Character Select” è una house trionfale con pianoforte, organo e vortice di campionamenti, mentre in “They’re Back” Koshiro torna al suo amore per la vecchia rave music, pescando il riff di “I Like It” di Landlord e imbastendoci sopra un arrangiamento sinfonico.

È comunque il francese quello che ha più spazio, con ben diciassette tracce. Derivière esplora le sonorità più disparate, pur cercando di mantenere coerente l’impressione d’insieme: la funky house per sirene campionate e tastiere deformate di “Call The Cops”; il misto fra electro house, banda swing e linea di basso jazz fusion di “Funky HQ”; i sinistri tocchi industrial di “The Undergrounds”; il futurepop da rave di “Chow Time”; la folktronica satura e grottesca di “Do Joe”; l’incontro fra drill‘n’bass e ambient di “Aphex Train”, che si spiega sin dal titolo; la chiptune anabolizzata di “An Exhibition”; il complesso accumulo di “Rising Up”, che parte electroclash e a 2’48’’ entra in territorio synthwave, con un riff epico che è già culto; “A Ki Ra”, altra electro house, in cui viene fatto ricorso a una serie di campionamenti che rimandano alle voci di “Ristar”, vecchio gioco capolavoro per Mega Drive; l’apocalittica “Ti un fou”, che martella come un brano gabber e distorce i suoni come un dubstep.

Anche a Kawashima viene lasciato il suo spazio, con cinque brani, fra i quali spiccano la chiptune house con ritmo segmentato di “Barbon” e il downtempo di “Staff Roll”, che suona davvero come fosse costruito interamente col chip audio del Mega Drive.
Si segnalano infine alcuni contribuiti isolati, che riescono ad arricchire il contesto, senza alterarne gli equilibri: il synth-funk “The Commissioner”, del californiano XL Middleton; la house stonata con divagazioni jazz di “Nora”, a firma del veterano Keiji Yamagishi (sua la colonna sonora di “Ninja Gaiden”, del 1988); la struggente ibridazione col folk giapponese in “Shiva” di Yoko Shimomura (una delle più celebri compositrici del settore, inutile fare l’elenco di tutte le sue creazioni); la synthwave con chitarra elettrica del cileno Das Mörtal, che ha firmato alcuni importanti singoli in ambito outrun.
L’apice lo tocca però Harumi Fujita (altro nome di peso, divenuta celebre per le sue collaborazioni con la Capcom negli anni Ottanta): i due round di “Estel” sono spettacolari jazz fusion in salsa elettronica, con virtuosismi chitarristici al bacio.

Enciclopedia elettronica di valore assoluto, come se ne possono trovare ormai soltanto nell’industria videoludica, la musica di “Streets Of Rage 4” regge il peso della propria eredità e può già considerarsi un classico.

(22/05/2020)

  • Tracklist
  1. Yuzo Koshiro - Streets of Rage 4 (Main Theme)
  2. Yuzo Koshiro - Character Select
  3. Yuzo Koshiro - They're Back
  4. Olivier Derivière - The Streets
  5. Olivier Derivière - Chill or Don't
  6. Groundislava - Overflow
  7. Olivier Derivière - Call the Cops
  8. Olivier Derivière - Funky HQ
  9. XL Middleton - The Commissioner
  10. Olivier Derivière - The Storm Boat
  11. Keiji Yamagishi - Nora
  12. Olivier Derivière - Ghost Fair
  13. Harumi Fujita - Estel: Round 1
  14. Olivier Derivière - The Undergrounds
  15. Olivier Derivière - On Fire
  16. Motohiro Kawashima - Barbon
  17. Olivier Derivière - Chow Time
  18. Olivier Derivière - Do Joe
  19. Yoko Shimomura - Shiva
  20. Olivier Derivière - Aphex Train
  21. Harumi Fujita - Estel: Round 2
  22. Olivier Derivière - An Exhibition
  23. Motohiro Kawashima - Double Divas
  24. Olivier Derivière - Rising Up
  25. Scattle - Maximum
  26. Olivier Derivière - 25 Years Ago
  27. Motohiro Kawashima - DJ K-washi
  28. Olivier Derivière - A Ki Ra
  29. Olivier Derivière - Lift the Ground
  30. Yuzo Koshiro - Mrs Y
  31. Olivier Derivière - Ti un fou
  32. Yuzo Koshiro - Mr Y
  33. Das Mörtal - Next of Kin Showdown
  34. Motohiro Kawashima - Staff Roll
  35. Motohiro Kawashima - It's Extra


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