Sergeant Buzfuz

Fox Pop

2020 (Blang) | indie-pop-psych, folk

Quello che sappiamo è una goccia. Quello che non sappiamo, un oceano
(Isaac Newton)
Nell’era di internet e della potenziale condivisione di ogni frammento di vita vissuta, sembra strano dover leggere questa frase di Isaac Newton, convinti, come siamo, di avere tutto a portata di mano; ciononostante, conoscere non sempre vuol dire sapere. Avevo da poco completato l’ascolto del disco di Joss Cope, fratello del più famoso Julian, e, colpito da tanta grazia, ho scoperto che nel 2012 il musicista era entrato nella band di Joe Murphy: i Sergeant Buzfuz.

Joe Murphy, chi è costui? Domanda che non solo chiedeva risposta, ma stimolava ricordi lontani: 2001, un piccolo gioiellino folk-pop-psych, “Obsessive Compulsion Pour Homme”, registrato su una cassetta stereo 7 e mai recuperato in formato fisico.
Li avevo smarriti, persi di vista, i Sergeant Buzfuz, ma quel che più mi ha turbato è scoprire che Murphy aveva perso se stesso: negli ultimi cinque anni, una serie di lutti familiari, un matrimonio, i problemi creati dall’impegno per una fondazione di beneficenza, la creazione di una compagnia teatrale per disabili e il ritorno alla nativa Sheffield hanno messo a dura prova il musicista inglese.

“Fox Pop” è il disco della riscossa, un progetto desiderato e finanziato con tutte le forze residue da Joe e compagni: William Barr (chitarra a 12 corde, mandolino), Ian Button (batteria), Joss Cope (chitarra basso), Stu Crane (chitarra slide), Polly MacLean (voce), Eilish McCracken (violino , tastiere, flauto, fischio, voce).
Album numero sette per i Sergeant Buzfuz, “Fox Pop” è il primo che Murphy ha realizzato con un contributo più organico della band: Ian Button e Joss Cope sono intervenuti spesso nel processo creativo delle canzoni.
Vent’anni non hanno modificato la natura eclettica di Murphy, le influenze di Velvet Underground, Byrds, Triffids, Pogues, Squeeze, Jonathan Richman, Kinks, Small Faces, Buzzcocks, Donovan e, perché no, Belle And Sebastian, Go-Betweens e Moldy Peaches sono sempre sul fondo, mentre lo spirito vaudeville e musicalmente artigianale dell’autore cesella le canzoni con pregevoli arrangiamenti e originali intuizioni strumentali, dando forma a un disco dalle infinite sfumature e sorprese.

Non è difficile innamorarsi di un album il cui primo brano s’intitola “There's Idiots, Then There's Idiots With Money”, brano dalle grazie pop-punk quasi naif, con un singolare intermezzo di flauto e un testo sulla realtà operaia inglese che non è per nulla anacronistico.
Aperte le danze, il disco prosegue con un delizioso succedersi di ariose armonie ingenuamente jangle-pop (“Theresa McKee”), riff grezzi e sbilenchi nella miglior tradizione di Kinks e Buzzcocks (“Rear View Mirror”, “Who Art In Seven Hills/Rare & Racy”) e perfino accenni del primo Dylan nella splendida “Fill In The Blanks”. “Fox Pop” non tradisce mai la propria natura post-punk e folk’n’roll, quella che animava la Postcard e i Go-Betweens (“The Tongues They Wag Away”, “Your Time Is Tomorrow”) o quella ereditata dai Velvet Underground (“Clouds In Your Eyes”), germi stilistici che i Sergeant Buzfuz non tardano nel contaminare con atmosfere irlandesi (“The Years Dressed In Gold”) o con residui country (“In The Folds Of Her Robe”).

Per Joe Murphy riprendere le fila del discorso interrotto anni fa, più che una sfida, è stata forse una necessità, e fino a quando continuerà con i suoi amici Sergeant Buzfuz a deliziare le nostre orecchie con intelligenti e argute pop song di tal fatta, sarà difficile non trovare spazio per un ascolto attento e appagante, ma soprattutto sarà fondamentale non perdere nuovamente le tracce di un musicista dalle infinite risorse creative.

(04/08/2020)



  • Tracklist
  1. There's Idiots, Then There's Idiots With Money
  2. Theresa McKee
  3. The Tongues They Wag Away
  4. Who Art In Seven Hills / Rare & Racy
  5. Clouds In Your Eyes
  6. Rear View Mirror
  7. Fill In The Blanks
  8. Your Time Is Tomorrow
  9. The Years Dressed In Gold
  10. In The Folds Of Her Robe
  11. Back To The Willow  




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