Sonic Boom

All Things Being Equal

2020 (Carpark) | electronic, space/psych-rock

C'è voluta un'attesa lunga più di trent'anni per assaporare l'ideale seguito di quel cupo gioiellino di sperimentazioni space/psych dal titolo "Spectrum" (1989) presentato da Peter Kember, cofondatore dei seminali Spaceman 3, anche in questo caso celatosi sotto il moniker di Sonic Boom. Dopo aver partecipato ad alcuni gustosi progetti quali Experimental Audio Research, The Field Trip e Spectrum - non a caso riprendendo il titolo del suo primo album solista - Peter Kember si è reso soprattutto protagonista, nella veste di produttore, in lavori discografici di grande rilievo con Stereolab, MGMT, Beach House, Cheval Sombre e Panda Bear. Ma era ora di tornare a impastare idee proprie.

Corredato da una consona e coloratissima copertina, "All Things Being Equal" è un fluttuante percorso tra contenuti legati all'immortalità, alla natura e al soprannaturale, connessi su luminosi suoni sintetici. Il disco ha avuto una gestazione lunga e articolata, iniziata addirittura nel 2015 con una serie di jam session esclusivamente strumentali che Kember ha reputato pregevoli e che hanno colpito positivamente Tim Gane (Stereolab) il quale, dopo averle ascoltate, ha tentato di convincere Kember a pubblicarle subito.
Le session sono tuttavia rimaste nei cassetti, in attesa di tornare a una consona ribalta. Il polistrumentista di Rugby considerava, quindi, che l'aggiunta di parti vocali, molto più ariose e brillanti soprattutto se confrontate con alcune passate realizzazioni (vedi Spectrum, la band), potesse impreziosire e completare il materiale musicale già allestito in precedenza.

L'indirizzo sonoro definitivo non è mutato rispetto al primo lavoro solista e resta basato su affascinanti e visionarie atmosfere vaganti tra cosmiche sperimentazioni space e virgulti psichedelici. Rispetto a "Spectrum", l'attuale prodotto è contraddistinto da suoni più ricchi. Un'evoluzione evidente, incentrata su una gamma di vibrazioni stratificate che appaiono ora più estese e con una maggiore attenzione alla coesione dei più piccoli dettagli, verosimilmente frutto dell'esperienza maturata in occasione delle importanti attività di produttore d'elite.
Per la realizzazione del disco, Kember ha utilizzato esclusivamente strumenti analogici, quali numerosi sintetizzatori vintage modulari, vocoder, harmonizer e senza alcun utilizzo di chitarra (assenza irrilevante).

I brani spaziano dai chiari riferimenti kraftwerkiani prima maniera in "On A Summer's Day" e soprattutto in "Just Imagine", dove un lento ritmo meditativo (sottili spicchi di Vangelis) progredisce e si intensifica in lungo viaggio d'immaginazione, senza mai danneggiarne l'assetto ("Immagina di essere una nuvola/ Immagina, non dirlo ad alta voce/ immagina solo che la nuvola non fosse grigia").
Sono presenti anche momenti molto più abrasivi come "Spinning Coins And Wishing On Clovers". Attimi mordenti, caustici si inseriscono in una sequenza musicale ipnotica dove Sonic Boom recita il testo come se fosse un mantra. Il brano, anche se in modo molto più prudente, ricorda alcuni fraseggi degli Spaceman 3, dove lo stesso Kember amava tessere insieme al suo socio Jason Pierce queste atmosfere di drone-rock, con raffinati tratti shoegaze: "Girando quelle monete più volte/ Metti la mia fede su un quadrifoglio".

Le asperità sono presenti anche nell'ammaliante magnetismo strumentale di "Tawkin Techno" o nel sontuoso domino del viaggio lisergico di "I Can See Light Bend".
Con il suo modo magnetico di recitare i versi dei brani, Kember, ormai stabilitosi da anni tra gli sfarzosi giardini della sua dimora portoghese, fa spesso riferimento alla natura e a quanto risulti importante il benessere ambientale per l'empatica positività della vita degli esseri umani. Ad esempio, e non solo, nella dilatata visione onirica di "Just A Little Piece Of Me", con il featuring di Panda Bear alle backing vocals, Sonic Boom si trasforma in essere privo di vita che desidera una sepoltura sotto le radici di un albero, nell'attesa di esserne piacevolmente accerchiato: "Seppelliscimi sotto un albero/ Lascia che la sua radice cresca in me/ Lascialo crescere e poi vedrai/ Solo un piccolo pezzo di me".
L'itinerario termina con l'esatto epitaffio musicale. La conclusiva "I Feel A Change Coming On" racchiude al proprio interno la vera fragranza che permea l'intero lavoro. Abbraccia, in abbondanti otto minuti, tutto l'inventario gustato in precedenza: ambientazioni fantascientifiche che si trasformano in tessuti psichedelici, composti da innumerevoli effetti che si intersecano tra di loro, esaltati dalla cupa e rassicurante voce di Sonic Boom. Da ascoltare assolutamente con le cuffie, per ottenere un'esaltante esperienza di distaccata immaterialità.

"All Things Being Equal" è un disco che non deve sfuggire agli amanti del genere elettronico, screziato di tematiche varianti tra l'ambient, la psichedelia ed educati spunti di soul. Le idee si mostrano illuminanti, ben strutturate, radicate in un terreno sempre impervio come quello delle sperimentazioni cosmic/space/psych.
Può essere, inoltre, il disco giusto per il neofita incuriosito da questo tipo di atmosfere.
Sonic Boom/Peter Kember è un illustre testimone di questo genere musicale. La speranza è che non attenda altri decenni per dare seguito a quest'eccellente operazione.

(22/06/2020)

  • Tracklist
  1. Just Imagine
  2. Just a Little Piece Of Me
  3. Things Like This (A Little Bit Deeper)
  4. Spinning Coins and Wishing on Clovers
  5. My Echo, My Shadow and Me
  6. On a Summer's Day
  7. The Way That You Live
  8. Tawkin Tekno
  9. I Can See Light Bend
  10. I Feel a Change Coming On




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