Teyana Taylor

The Album

2020 (GOOD / Def Jam) | r&b, quiet storm

Questa volta è personale. Per la newyorkese Teyana Taylor - cantante, ballerina e spigliata personalità pubblica - titolare il suo terzo disco di studio con un generico "The Album" è il modo migliore per poterci infilare dentro un intero spaccato di vita senza filtri - cosa solitamente preclusale quando scrive per altri o quando collabora col proprio boss, Kanye West.
Oggi lei ci ride su, ma "Intro" riporta la concitata telefonata registrata durante il parto di sua figlia avvenuto prematuramente a sopresa sul pavimento del bagno di casa nel giro di pochissime ore, il marito Iman Shumpert nel panico che si fa spiegare da un operatore cosa fare. Un quadretto famigliare fortemente intimo, che si completa con "Wake Up Love", dove è proprio Iman - giocatore di basket professionista e rapper occasionale - a fare presenza in un candido videoclip assieme alla figlioletta Junie e un altro pancione di mamma Teyana, che nel momento in cui si scrive è nuovamente incinta di sei mesi.
 
Che Teyana e Iman siano una coppia affiatata non è certo un segreto; vaporose istanze quiet storm anni 90 come "1800-One-Night", "69" e "Boomin" ne dimostrano la forte intesa erotica, mentre "Let's Build" (con Quavo) illustra il mutuo desiderio della coppia di impegnarsi nella costruzione di una famiglia, pur con tutti i sacrifici.
Non che questo precluda comunque a Teyana la possibilità di cercarsi un po' di sano divertimento durante la propria serata libera: su "Morning", esangue beat ridotto all'osso e incorniciato da lievissime pennellate di synth, lei e Kehlani inscenano un'inequivocabile intimità bisex che tutto è tranne che parca di pathos.
E questo per tacere di "Bare Wit Me", confessioni a cuore aperto di una donna confusa e irrazionale, che nell'annesso videoclip in stile boss mafioso soffoca il proprio compagno con un cuscino dopo avergli sparato al petto. La tenue electro-ballad "Lose Each Other" illustra un ulteriore lato della vita di una coppia che tenta di riavvicinarsi dopo una litigata che pare aver messo la parola fine a tutto.
 
Una foto di copertina di pop art afrocentrica fortemente ispirata a Grace Jones, e l'uscita del disco nel giorno del Juneteenth (ricorrenza che in America celebra l'annuncio della fine della schiavitù), collocano "The Album" nel pieno del panorama politico 2020. Tra tutti i singoli che ne hanno anticipato l'uscita, il più calzante è sicuramente "We Got Love", accorata marcia soul-funk con la presenza di Lauryn Hill e un videoclip che prende spunto dall'immaginario della Janet Jackson ad altezza "The Velvet Rope".
Ma il disco continua ancora per molto; ci sono "Bad", un reggae sintetico che potrebbe essere interpretato da Rihanna, e "Killa", ubiquitario passo dancehall sul quale Teyana si dimostra comunque interprete versatile, e non mancano King Combs (figlio di Puff Daddy) e i suoi addominali sull'ennesimo innuendo di funk erotico "How You Want It?", e il tipico discorso d'incoraggiamento ai laureati della classe 2020 di "Made It". Straniante la presenza di Erykah Badu su una sfilacciata e confusionaria "Lowkey".
 
Durante un'intervista al Breakfast Club qualche anno fa, Teyana raccontava senza peli sulla lingua della frustrazione provata durante i lavori del precedente album "K.T.S.E.", in quanto si era trovata con la scaletta del disco assemblata senza il suo consenso e con zero controllo circa i dettagli per la pubblicazione - in poche parole, un tassello delle cosiddette Wyoming Sessions di Kanye nel quale Teyana era poco più che un orpello. 
Anche per questo "The Album" adesso ne è tutto il suo contrario: estensivo e prolisso, zeppo di dettagli personali e con una lunga parata degli ospiti più disparati. Scoccia quindi dover notare che se il team del volatile Kanye era comunque riuscito a fare un ottimo lavoro di editing, adesso Teyana si spalma su un'ora e diciassette minuti di musica quasi fosse una vendetta personale. Qualche variazione sul tema e un paio di sforbiciate avrebbero sicuramente giovato, "The Album" inanella una buona serie di momenti ma tende anche a ripetersi inutilmente con la calma uniforme di un trip di Jhené Aiko - facile, per esempio, perdere il filo del discorso tra le tracce 16 e 20 comprese, un'intera porzione di ascolto che poteva essere omessa senza interferire con l'economia del resto del lavoro.
 
Sono anni che Teyana Taylor bazzica a bordo campo della scena r&b americana e questa poteva essere l'occasione buona per balzare in prima fila, ma paradossalmente tutta questa carne al fuoco adesso sembra quasi diluirne inutilmente la proposta artistica e precluderle una più definita presenza mediatica per il pubblico generalista. Come in passato, anche se per motivi diversi, "The Album" corre il rischio di rimanere nuovamente appannaggio esclusivo di vecchi fan e amatori del genere. Un peccato, perché qui non mancherebbero né talento né tantomeno personalità.

(22/06/2020)



  • Tracklist
  1. Intro
  2. Come Back To Me feat. Rick Ross, Junie
  3. Wake Up Love feat. Iman
  4. Lowkey feat. Erykah Badu
  5. Let's Build feat. Quavo
  6. 1800-One-Night
  7. Morning feat. Kehlani
  8. Boomin feat. Missy Elliott, Future
  9. 69
  10. Killa feat. Davido
  11. Bad
  12. Wrong Bitch
  13. Shoot It Up feat. Big Sean
  14. Bare Wit Me
  15. Lose Each Other
  16. Concrete
  17. Still
  18. Ever Ever
  19. Try Again
  20. Friends
  21. How You Want It? feat. King Combs
  22. Made It
  23. We Got Love feat. Lauryn Hill




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