The 1975

Notes On A Conditional Form

2020 (Dirty Hit, Polydor) | elettropop

Mi sono approcciata ai The 1975 con non poco scetticismo, causato da ascolti svogliati di singoli non entusiasmanti ma soprattutto dalla loro onnipresenza su testate britanniche e non solo. Nell'ascoltare "Notes On A Conditional Form" ho però rintracciato qualcosa di interessante. Niente che faccia urlare al miracolo, ma qualcosa c'è. Procediamo con ordine.

Il trentunenne Matt Healy, cantante e leader del gruppo, si fregia di testi che sono pregni di una sensibilità quasi femminile, senza porsi il problema di essere recepito come stucchevole o eccessivo, sia che si tratti di tratteggiare l'amore per la donna amata ("Then Because She Goes", "Me & You Together Song"), sia che si tratti di celebrare l'amore per i suoi amici di band ("Guys"); vi è inoltre sotteso un certo afflato generazionale. Healy canta alla generazione Y, i cosiddetti millennials di cui è lui stesso parte. Non sorprende, dunque, se ad aprire le danze è uno spoken-word di quasi cinque minuti in cui la voce di Greta Thumberg ci accompagna, su una base ambient di estrema leggerezza strutturale, in un percorso di disobbedienza civile e consapevolezza, mentre poco dopo la quiete viene ribaltata da un pezzo rabbioso, un po' dance-punk, un po' Marilyn Manson-wannabe, di carattere sociale, scritto, non a caso, durante un tour in Texas nel periodo in cui si iniziava a parlare della famigerata legge sull'aborto. In "People" Healy riversa la sua rabbia per una società alla deriva, popolata da armi, Incel e capitalismo.

Sorprendono qua e là i numerosi intarsi dubstep ("Yeah I Know", "Having No Head", "I Think There's Something You Should Know", "Tonight", "Shiny Collarbone"), ma l'impalcatura che sorregge il disco rimane quell'elettropop zuccheroso tanto caro al quartetto britannico, sia che si spinga quasi in territorio boy-band ("Frail State Of Mind"), sia che ammicchi a trap e jazz ("Nothing Revealed/ Everything Denied") sia che ci racconti la vita come fosse un viaggio narcotico in una realtà virtuale popolata da meme e narcisismo digitale ("The Birthday Party").

Non mancano i momenti ironici ("Roadkill", "Jesus Christ 2005 God Bless America"), ma soprattutto quelli strumentali che, per quanto gradevoli, spesso rischiano di far cadere nel vuoto il fil rouge del disco. Va da sé che una durata di ottanta minuti per un totale di ventidue canzoni risulti eccessivo per un disco pop di questo tipo, al di là delle velleità da concept album. I pezzi che rimangono in mente, anche dopo numerosi ascolti, sono sì e no dieci e, considerando anche la condensazione di generi estremamente diversi tra loro all'interno dello stesso disco, si sarebbero potuti evitare tanti riempitivi e ci si sarebbe potuti concentrare sul creare un sound design meno accidentato e caotico. In una parola, più riconoscibile.

Se è dunque vero che in "Notes On A Conditional Form" sono talvolta presenti tessiture melodiche d'interesse e un apprezzabile lirismo concentrato sull'attualità, d'altra parte è un album che pecca spesso di mancanza di personalità e che richiede troppa attenzione all'ascoltatore.
Il gioco non vale la candela. Viste le potenzialità, è un peccato.

(29/05/2020)

  • Tracklist
  1. The 1975
  2. People
  3. The End (Music for Cars)
  4. Frail State of Mind
  5. Streaming
  6. The Birthday Party
  7. Yeah I Know
  8. Then Because She Goes
  9. Jesus Christ 2005 God Bless America
  10. Roadkill
  11. Me & You Together Song
  12. I Think There's Something You Should Know
  13. Nothing Revealed / Everything Denied
  14. Tonight (I Wish I Was Your Boy)
  15. Shiny Collarbone
  16. If You're Too Shy (Let Me Know)
  17. Playing on My Mind
  18. Having No Head
  19. What Should I Say
  20. Bagsy Not in Net
  21. Don't Worry
  22. Guys




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