Funzionano anche l’appiccicosa “Happiness”, “Looking For Somebody (To Love)”, venata da reminescenze 80’s e incentrata sulla mascolinità tossica – tema da sempre caro a Healy – e “Part Of The Band”, che raccoglie da Bleachers e Bon Iver, mentre il testo oscilla tra ottimi guizzi (“Or am I just some post-coke, average, skinny bloke/ Calling his ego imagination?”) e momenti meno convincenti (“Cumming to her lookalikes/ I can’t get the language right”).
La parte centrale, come s’è detto, è quella in cui l’album scricchiola. “I’m In Love With You” è così smaccatamente orecchiabile da diventare, all’ennesima ripetizione di ritornello, finanche urticante. Un altro grosso vulnus è che nelle strofe si può agilmente rintracciare “If You’re Too Shy (Let Me Know)”, singolo del precedente disco.
“Being Funny In A Foreign Language” non è scevro della consueta pretenziosità della band britannica, riscontrabile soprattutto nelle due ballate centrali ivi presenti: sia “All I Need To Hear” che “Human Too” fiancheggiano pericolosamente soul e jazz e, tra uno stereotipo e l’altro su fama e solitudine e un po’ di sano romanticismo spicciolo, perdono un’occasione preziosa per arricchire il sound design del disco. In “Human Too”, Healy sfoggia invero un ottimo falsetto ma, con un’impalcatura ritmica così esile, il rischio di sembrare un James Morrison poco ispirato è ancora alto.
Sorprende, piuttosto, sul finale, “About You”, che spezza il didascalismo dei brani precedenti per abbracciare un delizioso abbrivo dream-pop frutto del duetto con Carly Holt e, soprattutto, dell’arrangiamento di Warren Ellis, partner storico di Nick Cave.
Nel complesso “Being Funny In A Foreign Language”, tra momenti ispirati e solite paraculate, è un disco che vuole dire qualcosa e che potrebbe fungere da spartiacque nella carriera, fin qui non troppo incisiva, della band britannica. I presupposti ci sono, ancora una volta, tutti, ma un ulteriore sforzo è necessario.
10/12/2022