The Left Outsides

Are You Sure I Was There?

2020 (842100) | chamber-rock, psych-folk

Tra i recuperi “indispensabili” di titoli pubblicati nell'ultima parte del 2020 figura l'il nuovo album di The Left Outsides, duo londinese formato dai coniugi Alison Cotton e Mark Nicholas che, per la verità, già da alcuni anni - l'esordio “The Shape Of Things To Come è datato 2014 – pubblica con regolarità lavori in regime di sostanziale autoproduzione. Una situazione alquanto limitante, va detto, perché effettivamente rischia di far passare sotto traccia un disco che invece merita elogi e, prima ancora, reiterati ascolti.

La proposta del sodalizio britannico non si distacca nella forma rispetto ai lavori precedenti, procedendo lungo la traiettoria di uno psych-folk ancora più affinato e arricchito con arrangiamenti “chamber” tanto essenziali quanto rilevanti nell'economia delle canzoni. Ad aggiungere motivi di interesse a questo nuovo album che si muove costantemente in territori elettroacustici è un senso di eleganza e - a tratti - di solennità mai affettato e tantomeno eccessivo, ma in grado di ampliare l'espressività del sound e di renderlo ancora più sfaccettato.

In certi casi, come nelle marce al rallentatore di “Seance” e “A Face In The Crowd” (forse il punto più alto dell'opera), il paragone con i Modern Studies di “Swell To Great” non appare affatto campato per aria. In generale, l'alternanza tra la voce femminile e quella maschile sembra anche scandire la distanza tra i brani con maggiore pathos e quelli più disincantati, anche se opportunamente dotati di una certa dose di magia (“As Night Falls”, “Between The Lines”, “Seance”).

L'unica parentesi concessa a un pop-rock più sbarazzino è rappresentata dalla brevissima parabola di “November On My Mind”, tipicamente British e dal retrogusto anni Sessanta.
Per il resto, è il già illustrato senso di soffusa magnificenza a sottendere brani quali “Things Can Never Be The Same”, una sorta di blues rallentato al minimo, il riuscito midtempo “The Wind No Longer Stirs The Trees” e una versione rinnovata di “My Reflection Once Was Me”, già presente nel precedente “A Place To Hide” e qui riproposta in una versione elettrificata e dotata di sezione ritmica.
“Pictures Of You” chiude con una delicatezza melodica degna dei Clientele un album scoperto troppo tardi per essere inserito nella classifica di fine anno, ma non per essere celebrato per il suo valore.

(10/01/2021)

  • Tracklist
  1. The Wind No Longer Stirs the Trees
  2. Only Time Will Tell
  3. Seance
  4. As Night Falls
  5. Things Can Never Be the Same Again
  6. November on My Mind
  7. The Stone Barn
  8. Between the Lines
  9. My Reflection Once Was Me
  10. A Face in the Crowd
  11. Pictures of You
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