Mentre il Covid-19 ha bloccato l’attività live ovunque, i War On Drugs hanno deciso di assemblare il loro primo disco dal vivo, quasi a voler impacchettare per i propri appassionati l’atmosfera delle grandi arene, al momento impossibilitate per decreto a ospitare qualsiasi tipo di evento. Nella dimensione da palcoscenico la band di Philadelphia esalta ancor più le proprie composizioni, impreziosendole attraverso dilatazioni dall’ampio respiro e memorabili assoli di chitarra (o di sassofono, come avviene ad esempio in “Eyes To The Wind”) dal taglio inequivocabilmente classic.
Il materiale incluso è stato registrato nell’arco di sei anni: non un concerto integrale, quindi, bensì un collage di performance “da viaggio” che coprono quasi tutta la discografia della formazione di Adam Granduciel: da “Buenos Aires Beach”, ripescata dall’esordio “Wagonwheel Blues“, alle più recenti tracce del Grammy winning “A Deeper Understanding”, passando per ben cinque estratti da “Lost In The Dream”, più una cover di Warron Zevon, “Accidentally Like A Martyr”.
Alcune fra le loro cavalcate elettriche più fragorose, “An Ocean Between The Waves”, “Pain”, “Red Eyes” e “Under The Pressure”, affiancate alle serene dolcezze di “Strangest Thing” e “Thinking Of A Place”, per un album dal grande equilibrio, nel quale il roots-rock (o come direbbero alcuni, heartland rock) si intreccia con l’alt-folk, sdoganadolo nel nuovo millennio, senza mai temere di mostrare una fortissima matrice Dylan. Un disco che piacerà molto ai fan e sorprenderà chi ancora non conosce a fondo i War On Drugs. Per questi ultimi “Live Drugs” potrebbe essere il miglior punto di partenza possibile per un inatteso colpo di fulmine.
23/12/2020
Nove tracce in costante via-vai tra presente e passato, come in un treno coast-to-coast
Un ritorno in grande stile, fra atmosfere nostalgiche e sognanti, per l'ex gruppo di Kurt Vile
Lo strepitoso terzo disco della band di Philadelphia, tra classic-rock e paesaggi space
Riscopriamo l'Ep d'esordio della band alt-folk guidata da Adam Granduciel e Kurt Vile
L'atteso ritorno della band di Adam Granduciel, in una ricetta collaudata e ancora una volta affascinante
Quinto capitolo del viaggio di Adam Granduciel attraverso il canzoniere americano degli ultimi 60 anni
La depressione, uno studio di registrazione, una nuova psichedelia. Il classico anni Dieci che ha dato un'altra vita allo heartland rock
Luci e ombre sul ritorno in Italia della band-rivelazione del 2014
Una delle band simbolo di quest'anno musicale sbarca in Italia
Un esordio da non perdere sotto il segno dell’Americana (e di Tommaso d’Aquino)
Una formula jangle pop tra vintage e contemporaneo
Imperfetto e di una sincerità disarmante, così il quartetto mancuniano decide di presentare il suo debutto, sempre sotto l'egida stilistica "Britainicana"
A 12 anni dal ritorno in pista, Greg Dulli e i suoi classicizzano il loro sound
Il terzo album della cantautrice r&b di Chicago è un centro pieno, tra smanie eighties e fluorescenze pop
Una seconda vita, senza dimenticare la prima, per la formazione scozzese
Più che un semplice epilogo, il nuovo capitolo dell'autrice americana ridefinisce i confini tra avanguardia e art-pop transgenico
Le dolenti atmosfere del breakup album firmato dalla superstar colombiana aiutano a comprendere i motivi della sua attuale rilevanza