Joe Volk + Naiare

Primitive Energetics

2020 (Glitterhouse) | avant-folk, post-rock

Il nome di Joe Volk è per molti ancora associato alle scorribande dei Crippled Black Phoenix, una formazione che, sotto l’egida dell’Invada di Geoff Barrow e Ashley Anderson, ha dispensato una serie d’interessanti e appassionanti album in bilico tra avant-folk, post-rock e doom-metal. Il musicista anglo-svizzero ha da anni abbandonato il testimone nelle mani di Justin Greaves, cogliendo le prime avvisaglie di un inaridimento creativo dopo l’ultimo rigurgito di creatività nell’ottimo “(Mankind) The Crafty Ape”, un album che ha raccolto inaspettati consensi anche tra i fan più intransigenti dei Pink Floyd.

Abbandonati i Crippled Black Phoenix, Joe Volk ha rispolverato i primi amori, ovvero il folk tenebroso e introspettivo di Nick Drake e Jose Gonzales, già sperimentato, con l’aiuto in fase di produttore di Adrian Utley, nel disco del 2006 “Derwent Waters Saint”, progetto peraltro realizzato mentre era ancora parte della band stoner-metal Conga.
Con Geoff Barrow dietro le quinte, l’artista di Bristol ha riscoperto la propria vena intimista, senza accantonare le influenze dell’elettronica noir dei Portishead e l’epicità ipnotica dei Crippled Black Phoenix, pubblicando nel 2016 l’interessante “Happenings And Killings”. Volk è quindi tornato in Svizzera per mettere a punto una formazione stabile per le esibizioni live, i Naiare, ovvero il batterista Thys Bucher e il bassista Jürg Schmidhauser, protagonisti a pieno titolo di questo nuovo disco del musicista anglo-svizzero “Primitive Energetics”, ricco altresì di importanti collaborazioni, incluse quelle con Jim Barr (Portishead), Urs Heer (Noijzu ), Matt Williams (BEAK> ) e Ben Salisbury.

Le attitudini heavy metal e prog-rock non sono ovviamente scomparse, sono anzi alla base della continua tensione tra la sinuose dinamiche ritmiche e gli avvolgenti e oscuri suoni delle chitarre, il flusso è corposo come un magma, acustico e indolente eppure turbato da disordini emotivi in chiave rock, psych, blues, prog e post-rock.
Bastano le prime note di “The Decline” per essere catturato dalla catarsi folk-noir e minimale del disco, spesso infettata da turbamenti elettronici che rappresentano la vera novità di “Primitive Energetics”. Le coordinate di riferimento sono quelle di artisti come Mogwai (“The Lives Of Others”), i Pink Floyd era Syd Barrett (“Pioneer Of Colour”) e i Massive Attack (“Timebombs”).
Non turbino il vostro giudizio i riferimenti appena enunciati: Joe Volk e i Naiare hanno personalità e talento da vendere, ne è chiaro esempio il groviglio d’idee strumentali di “Let The Kings In”, brano che inietta un’energia che cattura stoner-rock, psichedelia e perfino grunge in una sequenza che lascia senza fiato e reclama la verifica live.

“Primitive Energetics” è un disco che cattura l’attenzione con la calma apparente di un folk-rock dai tratti oscuri e tenebrosi (“Individuation”), per poi scavare sotto pelle ogniqualvolta Volk e compagni decidono di affondare il coltello (“Into Your Movements”), sgretolando infine tutte le certezze dispensate con l’ossessiva “Whitesheet”, scelta opportunamente come singolo di presentazione di un disco inafferrabile e seducente.

(27/06/2020)



  • Tracklist
  1. The Decline
  2. Pioneer Of Colour
  3. The Lives Of Others
  4. Individuation
  5. Let The Kings In
  6. Timebombs
  7. Into Your Movements
  8. Whitesheet


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