An Early Bird

Diviner

2021 (Greywood) | songwriter, folk, sadcore

Acqua, metalli, antichi tesori: sono tantissimi i doni che può nascondere il terreno. Ne sa qualcosa il rabdomante, colui che seguendo le vibrazioni di una bacchetta forcuta, tenuta rigorosamente in orizzontale, riesce a intuire tutto ciò che giace sotto i suoi piedi. Una figura antichissima che Stefano De Stefano, in arte An Early Bird, tira fuori dal cilindro per metaforizzare il senso profondo alla base del suo terzo Lp, intitolato, appunto, "Diviner" (in italiano "rabdomante").

E così, dopo aver quantificato con le sue canzoni dolcissime, a metà strada tra folk ultra-intimista e cantautorato sadcore di primissima fattura, l'eco delle parole non dette e il "frastuono" silenzioso che ne consegue, lacerando l'animo e disorientando la mente, il musicista napoletano di stanza a Milano torna con dieci perline acustiche in cui a regnare è ancora una volta una melanconia immanente. Tra preghiere nel tempio, invocazioni di luce, sussurri e battiti caldissimi An Early Bird canta malanni e sogni con la grazia che da sempre caratterizza il suo passo. La produzione rispetto al recente passato è inoltre maggiormente curata. E il passaggio all'etichetta tedesca Greywood Records la dice lunga sulla maestria di De Stefano, che si conferma sarto attento in ogni singola cucitura.

In "Diviner", si susseguono cullanti risacche in vaga scia post-rock con il piano mesto e parimenti angelico a introdurre un sentimento tutt'altro che allegro, una rinascita e una fuga dall'oblio ("Bad Timing"). Si potrebbero scomodare qui e là Sam Bean e Mat Brooke per le partiture acustiche, l'ugola educata e le parole semplici, eppure puntualmente efficaci. Non solo. In "One Week" An Early Bird saluta più o meno tutti, allontanandosi in punta di piedi verso una prateria immaginaria, magari proprio verso la tenda nel deserto che campeggia in copertina, tra amplessi piano-chitarra al valium e tastiere eteree. "Go All Out" rincorre poi la medesima scia, proiettandosi verso la gioia sia nella strofa che nel ritornello. Segue un omaggio elettro-folk a "Mulholland Drive" con tanto di sezione ritmica più spedita, prima di chiudere con una ballata romantica al piano che intenerisce anima e corpo.

An Early Bird prosegue al meglio il proprio cammino. E come un uccellino che ti sveglia al mattino, la sua melodia è un autentico toccasana fuori da questo sporco mondo e da questo tempo sempre più maledetto. Della serie "la semplicità è un dono". Tuttavia, sono sempre di meno quelli che sanno realmente maneggiarla alla stregua della più nobile tra le virtù.

(19/11/2021)

  • Tracklist
  1. Help Me Shine
  2. Fishes In The Ocean
  3. Prayers In A Temple
  4. Bad Timing
  5. Holding Onto Hope
  6. One Week
  7. Go All Out
  8. Mulholland Drive
  9. Under My Skin
  10. Angela


An Early Bird su OndaRock
Recensioni

AN EARLY BIRD

Echoes Of Unspoken Words

(2020 - Mightytunes)
I non detti rivelati nell'elegante pop d'autore del musicista partenopeo

News
An Early Bird on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.