An Early Bird

Echoes Of Unspoken Words

2020 (Mightytunes) | songwriter, alt-pop

Le parole non dette possono essere leggere come piume e allo stesso tempo pesare come macigni, scavare solchi profondi nell'io e plasmarne i comportamenti, portando a ripercussioni significative, ben oltre il loro silenzioso messaggio. Scomode, per quanto mai proferite, possono amplificarsi a dismisura, finendo con l'echeggiare, per quanto attraverso vie del tutto traverse, e colpire, senza neanche spostare un filo d'aria. È ad esse, e alla loro ossimorica eco, che Stefano De Stefano, l'autore partenopeo dietro al nome An Early Bird (precedentemente nei Pipers), ha dedicato il suo secondo album solista, fornendo loro quella voce che finora le aveva eluse e consentendo loro di raccontare e raccontarsi, spogliate finalmente del loro silenzio. Si esprimono con eleganza, con tutta la raffinatezza del pop d'autore, quello che ha una solida estrazione folk alle spalle, ma non disdegna approcci più moderni, combinando classicità e contemporaneità in un solo, caldo abbraccio. Un disco come “Echoes Of Unspoken Words” non poteva lasciarle esprimere con maggiore sottigliezza.
 
Assieme al peculiare timbro vocale di De Stefano, dotato di una ruvida dolcezza che tinge con assoluta personalità ogni singolo brano, a risaltare è la facilità melodica e compositiva dell'autore, la limpidezza di scrittura (declinata in un inglese ben lontano dal maccheronismo di tanti connazionali) che si esprime in canzoni dalla struttura snella ma ricca di dettagli, intrisa di un commovente intimismo. Il savoir-faire di An Early Bird si riflette in un delicato bilanciamento di spunti e sensazioni, in cui il lirismo urbano di Fionn Regan convive con la classe del britpop, l'acuta riflessività di Sufjan Stevens con il tocco più pensoso di un Sam Beam, senza che l'impatto generale ne risenta in alcun modo. Piuttosto si evidenzia la cura di una penna che sa come ricondurre a un unico alveo il valzer onirico di “The Magic Of Things” e gli echi sixties della più ruspante “State Of Play” (provatela, la prossima volta che vorrete fare a cazzotti col vostro collega tirapiedi), i candidi disegni melodici di una “Talk To Strangers” che schiude il suo tepore confessionale al bel duetto vocale con l'amico Old Fashioned Lover Boy, e la spoliazione emotiva di “Stay”, innervata nel suo dolore solo da un filo di elettricità.
 
L'autore, l'esecutore, l'arrangiatore, tutti e tre si uniscono nel dare voce a pensieri rimasti a fluttuare per troppo tempo, tutti e tre fanno evolvere la proposta del progetto An Early Bird con la prontezza che necessitava, individuando cromie pop di brumosa bellezza. Lasciar amplificare questi echi è il minimo.

(14/11/2020)

  • Tracklist
  1. Declaration Of Life
  2. Talk To Strangers (ft. Old Fashioned Lover Boy)
  3. Racing Hearts
  4. Fire Escape
  5. One Kiss Broke The Promise
  6. State Of Play
  7. The Magic Of Things
  8. From Afar
  9. Stay
  10. The Prisoner
  11. Mermaid Song




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