Dialect

Under~Between

2021 (Rvng Intl.) | ambient, experimental

L'influenza del compositore statunitense Harold Montgomory Budd è profondamente incastonata all'interno del bouquet di ambient in stile zen con il quale Andrew PM Hunt aka Dialect (già con Raft Of Trash, Outfit, Land Trance ed Ex-Easter Island Head) marchia il gradito ritorno sulle scene: "Under~Between" è il titolo del nuovo progetto discografico, che segue quella gemma di fantasiose introspezioni viscerali intitolata "Loose Blooms" (2018).

Dall'uscita nel 2015 di "Gowanus Drifts", nel quale era impressa quella straordinaria punizione emotiva indentificata in "Ghost Of Red Hook", rimasta silenziosamente degna di nota tra i cultori del genere, è stato un vero piacere tenere d'occhio i movimenti del talentuoso e singolare polistrumentista di Liverpool.
Con il suo quarto album, Dialect si affaccia verso un'elettronica ambient sobria, strutturata su classicismi elettroacustici tanto rimaneggiati quanto incantevoli, caratterizzando una sorta di raffinata intelligenza emozionale, di onesta abilità per melodia e armonia, abbandonate delicatamente a volteggiare su suggestive ed effimere atmosfere assemblate sull'approfondimento di argomenti quali il buddismo (materia cara all'autore) e correlate idee di interdipendenza e relatività.

L'embrione di "Under~Between" nasce da una serie di brani orchestrali commissionati per il collettivo inglese Immix Ensemble alcuni anni fa, ma rimasti finora nel cassetto.
Il rilascio è il culmine di una lunga amicizia con gli esponenti dell'etichetta Rvng Intl., innescato da alcune letture d'approfondimento sulla dottrina buddista di Pratītyasamutpāda.
Nei procedimenti delle undici tracce di cui è composta l'opera, non è difficile intuire l'essenza del tocco pastorale di Harold Budd, come il minimalismo tecnico della scena newyorkese di cui sono padri Steve Reich e Philip Glass, tanto quanto l'immancabile essenza Liverpudlian.

I brani si dispiegano a un ritmo piuttosto colloquiale, ribollendo di un'energia amichevole e frizzante, strutturata su rifiniture dal taglio poetico e lucide tonalità d'ispirazione orientale ("An Archipelago"), su pregevoli capacità di sintesi in modulazione di frequenza con le quali sono tenuti sotto controllo i capricci pseudo-pop esposti nelle due sequenze di "Yamaha Birds" e in "Stacks", dai chiari echi provenienti dalla Portland dei Visible Cloaks.
La meticolosità nella descrizione dei dettagli di Budd plasma sia il fulcro di "Sentimental, Sedimentary" che le evocative misture stratificate di "Feathers Dance" e "Avert Yr Path", queste ultime volte a richiamare particolarmente l'incanto senza tempo di "Neighborhoods - Memories Of Times Past" di Ernest Hood (1975), pietra miliare ambient che unì le melodie di cetra e sintetizzatori con i suoni provenienti da registrazioni di paesaggi sonori estrapolati dai sobborghi dell'Oregon. L'indulgenza del pianoforte permea l'incantata essenzialità di "Holon" e le declinazioni di "Ringing The Web" sfociano in crepuscolari lande di jazz minimale.

"Under~Between" si dipana con l'energia speranzosa dei germogli che spuntano dalla terra morbida. Il progetto di Andrew PM Hunt, formato dall'impollinazione incrociata di ensemble acustici e sintetici con voce umana, cresce in un gioioso ecosistema di suoni delicati e inaspettati fraseggi, proponendo un eccentrico ma delizioso frutto d'elettronica ambient per palati fini.

(23/03/2021)

  • Tracklist
  1. Under~Between
  2. Yamaha Birds 1
  3. Flame Not Stone
  4. Stacks
  5. Ringing The Web
  6. Sentimental, Sedimentary
  7. Feathers Dance
  8. Avert Yr Path
  9. Holon
  10. Yamaha Birds 2
  11. An Archipelago




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