Gruff Rhys

Seeking New Gods

2021 (Rough Trade) | alt-pop, songwriter

Il burbero Rhys non perde smalto né spirito avventuroso. Lo spavaldo frontman dei Super Furry Animals, geniale dispensatore di ballate dal lirismo schietto nonché di stravaganze pop dal fascino sfavillante, ritorna in scena con l’ennesimo concept-album.
“Seeking New Gods” è nelle intenzioni dell’autore una biografia del Vulcano Mount Paektu, un filo conduttore tematico che offre la spalla per una delle più variegate e complete performance discografiche del musicista gallese.
Nulla che Gruff Rhys non abbia già messo in campo nei precedenti dischi, solo che questa volta lo spirito beffardo e la deliziosa svenevolezza melodica sono al servizio di un raffinato piglio artigianale, che ad ogni ascolto lascia intatta l’avvenenza delle nove tracce, svelando dopo più ascolti un’effervescenza artistica più tipica di un esordiente.

Il fascino solitario di montagne e vulcani è descritto con melodie avvolgenti come la nebbia (“Can’t Carry On”) , vivaci surf-pop intrisi di synth e malinconia (“Loan Your Loneliness”), aspri garage-pop dai tratti psichedelici e glam (“Hiking In Lightning”) e caleidoscopiche mini-pop-opera degne dei migliori Kinks (“Mausoleum Of My Former Self”).
“Seeking New Gods” è l’ennesima dimostrazione di vitalità della musica pop più trasversale e genuina, quella che già contrassegnava i mitici anni 60 del Mersey sound (“Holiest Of The Holy Men”), o che ritornò brillantante alla ribalta nei primi anni 80 grazie al pop-punk e ai proseliti del pop-psych, leggi Xtc, (“The Keep”), e che, nella sua imprevedibile evoluzione, non si è mai vergognata di dialogare con le regole del mainstream.

Pur non rinunciando a un lieve disincanto, le prestazioni vocali di Rhys sono ancora più ricche di sfumature e rifiniture, soprattutto quando a tenere banco è l’incedere sicuro e talentuoso del pianista Osian Gwynedd.
A beneficiarne sono sia le incalzanti creazioni più pop, che ovviamente le ballate più melodiche, in primis la title track, e in particolar modo la pregevole “Distant Snowy Peaks”, una delle melodie più intense e memorabili mai scritte da Rhys. Un brano che sembra uscito dalla penna di Randy Newman e che altresì non disdegna una citazione classica (forse Grieg): una perfetta chiosa per uno degli album più ispirati del geniale gallese.

(05/10/2021)

  • Tracklist
  1. Mausoleum of My Former Self
  2. Can’t Carry On
  3. Loan Your Loneliness
  4. Seeking New Gods
  5. Hiking In Lightning
  6. Holiest Of The Holy Men
  7. The Keep
  8. Everlasting Joy
  9. Distant Snowy Peaks




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