JESSICA MOSS - Phosphenes

2021 (Constellation)
ambient, neoclassical

Scandito da un riverbero d’archi e da movenze neoclassiche, il nuovo album di Jessica Moss (Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra) abbandona le lande post-rock per una musicalità tragica e oscura, che sembra nutrirsi delle paure e delle incertezze accumulate negli ultimi due anni di isolamento causato dalla pandemia.

Qualcuno troverà semplicistica la collocazione ideologica di “Phosphenes”, eppure non sembra esserci chiave di lettura più idonea per i tre movimenti di “Contemplation”, che occupano la prima parte del quarto disco della violinista canadese. Il processo di sintesi e distillazione sonora che l’artista ha intrapreso con “Entanglement” subisce una scossa, un’ulteriore transizione verso la rarefazione; una rarefazione che simbolicamente racchiude tutto il dolore fisico e mentale che abbiamo tutti sperimentato.

“Phosphenes” è un disco emotivamente viscerale. Jessica Moss usa altresì un linguaggio scarno, poche note asservite a un rituale sonoro solenne, sacro (“Contemplation I” e ”Contemplation II”), che insieme evocano non solo memorie e speranze ma anche l’algido immobilismo dell’umanità di fronte all’isolamento.

Il dilatarsi delle note di violino in “Contemplation III” è come un raggio di luce che raschia via la coltre di malinconia dei primi due capitoli, per impadronirsi di quel barlume di speranza che è ancora concessa al pensiero: quasi un primo segnale di rinascita emotiva.

Moss oltrepassa la logica della sperimentazione per una sintesi che è pura e naturale, un’ambient music dai toni neoclassici, appena turbata dall’irruenza delle ottave di archi che nutrono il crescendo/diminuendo dalle lievi tinte orientaleggianti di “Let Down”, autentica summa della creatività della musicista di casa Constellation. Una mini-sinfonia dai toni grevi che racconta di dolori, delusioni, paure, incertezze e frustrazioni dei nostri giorni.

E’ ulteriormente affidato alla voce e al lieve discanto di “Distortion Harbour” questo disagio emotivo. Moss scende nei meandri più oscuri dell’anima con note e voci distorte, in cerca di un ulteriore spiraglio di luce, quello infine offerto dall’insolito chamber-pop con voci, piano, chitarre e campane di “Memorizing & Forgetting”, un altro passo verso un elegante e drammatico impressionismo neoclassico.

Con “Phosphenes”, Jessica Moss raggiunge la completa maturità espressiva. Un autentico incanto musicale assistito dal breve canto di un bambino che con una sola frase conforta le ultime recondite speranze: “Non essere triste, ti amo”.

02/03/2022

Tracklist

  1. 1. Contemplation I
  2. 2. Contemplation II
  3. 3. Contemplation III
  4. 4. Let Down
  5. 5. Distortion Harbour
  6. 6. Memorizing & Forgetting

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