Con incedere ancor più sicuro, Lauren Auder accompagna per mano l’ascoltatore all’interno di un percorso di consapevolezza e accettazione di se stessi. E ancora una volta la formula non è quella di un album ma di un Ep di sole cinque canzoni. L’estetica gender-fluid e il percorso di transazione dell’artista è centrale nell’elaborazione di queste divagazioni alt-pop dalle timbriche noir e dalle profumazioni orchestrali, “5 Songs For The Dysphoric” non è un titolo ad effetto ma un’esplicita dichiarazione del superamento di quelle barriere che Lauren Auder ha attraversato non senza sofferenze.
L’art-pop tinto di trip-hop del musicista britannico-francese ha guadagnato profondità e personalità. Il fragore orchestrale è solenne e le melodie sono elettrizzanti, la voce cavernosa e sensuale è ancora più inquieta e graffiante, le cadenze ritmiche sono glaciali e potenti, ed è quasi naturale che Auder catturi nei quasi quattro minuti di “Quiet” tutta la poesia promessa dal precedente “Two Caves In”.
C’è una forte empatia tra Lauren Auder e l’ascoltatore, un’immedesimazione emotiva che nasce dall’intensità della musica, quel refrain ripetuto all’infinito (“That’s Not Animal”) nella prima traccia dell’Ep, “Animal”, è un mantra che graffia l’anima, per poi lasciar crollare le note del piano in un vuoto dove per un attimo hai paura di sprofondare.
Il tempo trascorso con i rapper francesi riaffiora nell’incedere marziale di “Small Ghosts” prima che il piano ne smorzi l’ardore. Anche il vortice di “Heathen” è egualmente ipnotico e sorprendentemente stridente, nonostante i graziosi arpeggi di chitarra e di tastiera che non riescono a tenere a freno l’urlo liberatorio di Auder (“To Be Sincere”).
“5 Songs For The Dysphoric” ha il solo difetto di essere troppo breve, ma la sintesi di pop barocco, alt-rock, post-rock, trip-hop, soul ed elettronica di Auder alla fine beneficia di questa essenzialità, lasciando un senso di meraviglia e smarrimento, che nemmeno le suadenti note soul e più concilianti del duetto con Celeste (“Unseen”), carezzate dalle languide sonorità del sax, riescono a stemperare. Un altro set di meraviglie per Auder, che aumenta l’attesa per quello che si prospetta come uno degli esordi più eccitanti degli ultimi tempi.
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26/03/2021