Lindsey Buckingham

Lindsey Buckingham

2021 (Warner) | pop

Della serie “Capita anche nelle migliori famiglie”. La saga dei Fleetwood Mac, tra cambi di formazione e di stile, intrecci sentimentali e successi planetari, ha tutte le caratteristiche di una saga familiare. Una storia fatta di passione per la musica, di tradimenti e vicende personali abbastanza sulle righe. Ed è una complessa trama di rivendicazioni e di eredità, l’insieme di avvenimenti che stanno dietro al nuovo album solista di Lindsey Buckingham, progettato dopo il soddisfacente ritorno in coppia con Christine Mc Vie del 2017.
Un grave problema cardiaco, un triplo bypass, il divorzio dalla moglie Kristen dopo 21 anni di matrimonio, la definitiva rottura con Stevie Nicks e la fuoriuscita dai Fleetwood Mac hanno ulteriormente ridisegnato il percorso del musicista, che riparte da questo settimo disco, battezzato semplicemente “Lindsey Buckingham”.

E’ senza dubbio il progetto più solido dai tempi di “Out Of The Cradle”, un disco volutamente pop, privo di quelle turbolente sperimentali che hanno sempre tenuto lontano gran parte dei fan del gruppo dalle, interessanti, scorribande da solista di Buckingham. Nel tirare le somme, il settantaduenne chitarrista e compositore statunitense asseconda la natura più nota del proprio songwriting, con una serie di canzoni che suonano perfette per un eventuale nuovo album di successo dei vecchi compagni di ventura.
Non solo Buckingham pesca nelle intuizioni dell’album del ritrovato successo “Tango In The Night”, con la zuccherina “I Don't Mind”, ma getta nel mezzo una potenziale nuova “Go Your Own Way”, con una vibrante “On The Wrong Side”, che, oltre a raccontare alti e bassi della carriera con i Mac, festeggia anche il ritorno di quel tocco chitarristico, che tanto contribuì allo sdoganamento presso il pubblico rock della versione easy della primigenia formazione rock-blues.

La sfida per l’autore e musicista è quella di trasformarsi definitivamente in one-man-band, dimostrando a se stesso in primis, di poter andare avanti senza il supporto dei vecchi amici. E' evidente che Lindsey Buckingham conosce bene i limiti personali e i pregi dei vecchi colleghi, ed ecco che lancia una serie di potenziali bocconcini prelibati per stimolare l’appetito di Nicks e soci. “Blind Love” non è solo uno dei refrain più incisivi dell’autore, ma è anche il più nostalgico ed evocativo: la melodia ha il fascino evergreen di un brano dei Beach Boys o di Roy Orbison, o perfino di Sam Cooke. Ed è indicativa la scelta di accoppiare in sequenza la cover di un brano dei Pozo-Seco Singers (“Time”), band che includeva il famoso country-singer Don Williams.

E’ un Buckingham piacevolmente incline alla carineria, quello del nuovo album, al punto da sfiorare la banalità in “Blue Light”, per poi assestare un altro potenziale singolo in stile Fleetwood Mac: il delizioso e cristallino country-pop di “Santa Rosa”. Ma che il non più giovane autore sia ancora baciato dalla musa è evidente già dalle prime note della prima traccia “Scream”.
Per i fautori del versante più esoterico e sperimentale non mancano alcune felici intuizioni: non solo il tango frustato da un vortice elettronico-elettrico di “Swan Song”, ma anche una più ambiziosa “Power Down”, che suona come la versione lo-fi delle metafore percussive di “Tusk”.

Nell’adoperare il termine lo-fi per un album di Buckingham, involontariamente ho messo in luce l’unico vero limite di queste dieci nuove canzoni, che non risiede tanto nella scrittura, gloriosamente pop nella miglior tradizione del musicista, ma nella resa sonora che, pur deliziata da alcune reminiscenze chitarristiche che Buckingham non esternava da anni, ovvero l’originale incrocio tra uno scattante fingerpicking e la musica pop-rock, resta al di sotto di quegli standard che sia Lindsey che i Fleetwood Mac hanno garantito anche nelle opere minori.

Nello stesso tempo, il fascino più austero offre nuove opportunità, racchiuse nel pregevole e raffinato sospiro della conclusiva “Dancing”, che sembra quasi volerci ricordare che questo è un album di un artista che non ha più le velleità delle rockstar, ma che sta anzi mostrando la propria vulnerabilità, confezionando il tutto con la solita classe e intelligenza che lo hanno reso famoso, amato e anche odiato. Un ritorno convincente.

(23/09/2021)

  • Tracklist
  1. Scream
  2. I Don't Mind
  3. On The Wrong Side
  4. Swan Song
  5. Blind Love
  6. Time
  7. Blue Light
  8. Power Down
  9. Santa Rosa
  10. Dancing
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