Lisa Gerrard & Jules Maxwell

Burn

2021 (Atlantic Curve/Schubert Music) | world, neoclassical, dark, folk

Nasce dalla passione per il minimalismo di Gavin Bryars, il tragitto artistico del compositore irlandese Jules Maxwell, musicista di professione quasi per caso, affascinato dall’interazione tra forme espressive come il teatro, la danza e il cinema, quindi compositore di musica per registi e scuole teatrali.
Assetato di conoscenza, Jules ha intercettato sul proprio cammino artisti famosi come Elvis Costello, David Bowie, Van Morrison e molti altri, non ultimi i Dead Can Dance nel tour 2012/2013, nel ruolo di tastierista della formazione. La collaborazione con Lisa Gerrard si è ufficialmente rinnovata per l’album “BooCheeMish”, realizzato insieme al coro The Mystery Of Bulgarian Voices, ma in verità i due non hanno mai smesso di cooperare negli ultimi otto anni. Da questa consolidata amicizia e sinergia artistica nasce “Burn”, un lavoro pubblicato in maniera non ufficiale sul finire del 2019, e ora formalmente disponibile grazie all’interessamento dell’etichetta Atlantic Curve (parte del gruppo Shubert Music Europe che gestisce dieci label).

Prodotto da James Chapman (MAPS), “Burn” è un album solenne, maestoso. Jules Maxwell crea sceneggiature elettroniche e ipnotiche altamente evocative, perfette per le cavernose tonalità di Lisa Gerrard. L’etno-dream-folk-noir dei Dead Can Dance è in parte avulso, in favore di un suono più cinematico. Maxwell si destreggia tra le note come moderno Vangelis, creando euforiche sonorità new age (“Heleali (The Sea Will Rise)”), quindi sciogliendo le trame e lasciando fluire ritmi e frivolezze melodiche (“Aldavyeem (A Time To Dance)”), restando abilmente in superficie.

L’affondo di “Noyalain (Burn)” è senza dubbio una delle tracce più riuscite del disco, un sincopato etno-dream-folk dove confluiscono sia le oscurità dei Dead Can Dance che le grazie delle Voix Bulgares, Jules e Lisa anche in questo caso scelgono una linea narrativa esteticamente cristallina e ricca di enfasi.
Chi spera in un ritorno al passato per Lisa Gerrard troverà conforto nel misticismo leggermente più minaccioso di “Deshta (Forever)”, nella vibrante e crepuscolare  poetica di “Orion (The Weary Huntsman)”, che trae ulteriore benefici dalla miglior perfomance vocale, o nel lieve accenno soul di “Keson (Until My Strength Returns)”.

I due musicisti, pur pescando in suggestioni visive molto ben definite, restano abilmente ai confini della spettacolarità della musica da film. Ai brani si accompagnano dei mini-clip, affidati a diversi registi, tutti perfettamente sintonizzati con un set di composizioni che svela il talento di Jules Maxwell e offre nuove prospettive evolutive a una delle voci più belle del panorama musicale contemporaneo.

(08/05/2021)

  • Tracklist
  1. Heleali (The Sea Will Rise)
  2. Noyalain (Burn)
  3. Deshta (Forever)
  4. Aldavyeem (A Time To Dance)
  5. Orion (The Weary Huntsman)
  6. Keson (Until My Strength Returns)
  7. Do So Yol (Gather The Wind)




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