La notizia che due protagonisti del mondo al confine del
progressive italiano, tra
Canterbury, rock in opposition e avanguardia, come Luciano Margorani (La 1919) e Dario Alessandro (
Homunculus Res), collaborino insieme non può che destare interesse in tutti gli appassionati del prog. Da una parte la chitarra del milanese Margorani, riferimento storico del rock in opposition italiano, dall’altra la voce e (in questo caso) la tastiera del palermitano Dario D’Alessandro, esponente principale italiano della riscoperta della scena di Canterbury.
Una collaborazione a due tra Lombardia e Sicilia che aveva già avuto inizio nell’Ep “Canzoncine” (2020). Nel 2021 la collaborazione si fa più stretta e porta alla pubblicazione di un Lp senza titolo: tredici brevi canzoni caratterizzate principalmente dalla loro leggerezza e semplicità, che rimandano a un certo disincanto e ironia tipici di buona parte del Canterbury storico. Il progetto è inoltre un tripudio di citazioni, alcune riconoscibili, altre probabilmente nascoste tanto a dovere da richiedere tempi e studi da autentico nerd
canterburiano per essere scoperte.
C’è però un aspetto giocoso e persino infantile che è riconoscibile nel duo, appunto quello da "canzoncina" che probabilmente era il punto di partenza iniziale. “Entrata” coi suoi accordi di chitarra con le tastiere a seguire, quasi a ricordare una canzone per bambini, con i suoi successivi vocalizzi, ne è un esempio. Se il bellissimo brano “Gramigna” non può che ricordare le chitarre di
Mike Oldfield in “
Rock Bottom” e il canto che omaggia
Robert Wyatt ne è disseminato ovunque, c’è da notare come il legame più forte sembrerebbe quello con le band tardive di Canterbury, passate alla storia come seconda generazione. Diciamo National Health e Hatfield The North, soprattutto. Un Lp pieno di piccole opere leggere e a volte straordinarie come la breve “Ritorno”, che improvvisamente si lancia in un vorticoso
loop in stile
Terry Riley.
Un lavoro d’altri tempi, ma allo stesso tempo attualissimo, strapieno di idee, melodie e canti bizzarri, a volte persino desolati (“Distanza”), a volte di pura ricerca ("Pianerottolo"), più spesso giocosi come se Wyatt cantasse con quei burloni dei
Mamma non piangere (“Ambulanze”).