Serena Altavilla

Morsa

2021 (Blackcandy) | songwriter, alt-pop

Di quel mondo strano e dai contorni indefiniti che si è soliti definire "la scena indipendente italiana", Serena Altavilla è stata ed è tuttora - a maggior ragione dopo l'uscita di questo lavoro - una delle indiscusse figure-chiave, ormai da ben più di un decennio. Non è mai piacevole, è vero, iniziare una recensione elencando le esperienze pregresse dell'artista in oggetto, ma nel caso della pratese è quasi un obbligo, perché passando dalla straordinaria avventura dei Baby Blue/Blue Willa ai più recenti Solki, e proseguendo per le più o meno stabili collaborazioni con Calibro 35, Mariposa, La Band del Brasiliano, giusto per citarne alcuni, Altavilla ha messo il suo talento al servizio di alcune tra le più significative esperienze musicali dello Stivale contemporaneo.

Non era mai successo, invece, che Serena Altavilla si presentasse semplicemente come... Serena Altavilla. Quello da poco pubblicato è un esordio solista che potrebbe essere interpretato al tempo stesso come il punto di arrivo di un'esperienza artistica vissuta con grande intensità e come un nuovo inizio da declinare in prima persona, una porta aperta su di un mondo interiore del quale fino a oggi avevamo soltanto potuto scorgere piccoli frammenti, fugaci indizi.
"Morsa" è la chiave di accesso a questo mondo, e non può che essere un'esperienza in qualche modo totalizzante per chi ha seguito il percorso artistico della giovane toscana. Serena Altavilla si tuffa in un mondo che resta sospeso tra un cantautorato lontano dagli standard italiani e un alt-pop di pregevole fattura, essenziale e cristallino, mai sopra le righe, sempre ben modellato (la produzione artistica è di Marco Giudici).
È da sola, Serena, anzi no: in buonissima compagnia. Alle canzoni partecipano Adele Altro (Any Other), Francesca Baccolini (Hobocombo), Alessandro Cau (Geoff Barrow, Miles Cooper Seaton), Luca Cavina (Calibro 35, Zeus!), Enrico Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey, Mariposa), Matteo Lenzi (Filarmonica Municipale LaCrisi), Jacopo Lietti (Fine Before You Came), Fabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35, I Hate My Village), Valeria Sturba (OoopopoiooO).

Soprattutto, queste dieci canzoni autografe mettono in luce una sincerità espressiva che rifugge - vivaddio - ogni possibile ammiccamento, qualsiasi appiglio al quale l'ascoltatore possa aggrapparsi. "Morsa" è un album fatto di carezze e di spigoli, di visioni oniriche e di una materialità simboleggiata anzitutto dal contatto fisico e dalla sua ricerca.
Difficile dire in quale delle numerose sfaccettature la toscana riesca a dare il meglio di sé. Nel lirismo struggente di "Epidermide", forse, laddove la duttilità della voce emerge in tutta la sua evidenza. O forse nel pop più sbarazzino e quasi orchestrale di "Distrarsi", un numero di alta scuola che per certi versi ricorda non troppo da lontano i virtuosismi stilistici di Camille. O magari nelle filastrocche in chiaroscuro di "Un bacio sotto il ginocchio" e "Sotto le ossa", poggianti su un equilibrio tanto fragile quanto stupefacente. O ancora il crescendo, nuovamente lirico, di "La trascrizione dei sogni", gli archi ad accompagnare i saliscendi emotivi di un brano che si muove circospetto fino ad accendersi teatralmente man mano fino al finale.

"Morsa" è un album che ferisce e consola, lo specchio delle molteplici anime di un'artista che al talento sa unire la schiettezza. Due elementi di cui abbiamo un disperato bisogno in questi tempi bui.

(17/04/2021)

  • Tracklist
  1. Nenia
  2. Distrarsi
  3. Rasente
  4. Epidermide
  5. Un bacio sotto il ginocchio
  6. Tentativo per l'anima
  7. Sotto le ossa
  8. Forca
  9. La traduzione dei sogni
  10. Quaggiù


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