SHINee

Don't Call Me

2021 (SM) | k-pop, r&b

Due anni e mezzo, specialmente negli ultimi tempi, possono rivelarsi un'assoluta eternità, se si è un gruppo k-pop. Il rischio di essere sorpassati di volata da band più fresche, giovani, accattivanti, è costantemente dietro l'angolo, e tenere botta a queste vere e proprie ondate non è propriamente la più agevole delle operazioni. Non se ci si chiama SHINee: allora anche la pausa forzata di tre dei suoi membri per la leva obbligatoria può sembrare lunga giusto un mese, e consentire agli Shawol (la loro agguerritissima fanbase) di compattarsi in attesa del ritorno, pregustato a livelli pressoché frenetici.

Ecco arrivare “Don't Tell Me”, settimo album per l'esperto quartetto (e primo che non si avvale di alcun contributo del tragicamente scomparso Jonghyun) e rinnovare l'appuntamento con un combo che solidifica la sua posizione, esibendo una facilità espressiva che polverizza, ancora una volta, pressoché tutta la competizione.
Anche a non presentare il livello di sperimentazione di assoluti classici del settore quali “Odd” e “1 Of 1”, il nuovo disco getta ulteriore luce sulle capacità interpretative e sulla sinergia dei quattro, più che motivati a dire la loro in uno scenario mai così ben disposto verso la Corea e i suoi ambasciatori nel mondo. In ogni caso, in materia di memorabili pezzi pop, gli SHINee hanno soltanto di che insegnare.
 
Anche a non infilare inserti 2-step dentro inattese strutture glitch&b, e a sfruttare pattern più trendy e “generalisti”, i ragazzi sanno come non lasciarsi schiacciare dalle scelte e piuttosto dominarle a proprio vantaggio. La title track, con un taglio trap opportunamente mascherato, avrebbe potuto finire dalle parti della vuota aggressività di band colleghe quali Ateez e Monsta X, salvo prendere una via decisamente diversa, che passa anche da stacchi strumentali, rimodulazioni del nucleo melodico di base attraverso drammatizzazioni di piano e fraseggi dal gusto latino.
E così i tocchi più funky di “Heart Attack” non si perdono nel mare magnum del nuovo revival del genere, grazie a un accorto passaggio di consegne tra i quattro e una sinergia vocale sul refrain che fornisce al pezzo caratteristiche soul. Laddove “Cøde” irrobustisce i tratteggi sintetici lanciando il brano in orbita outrun (ma con un tocco r&b che ne ingentilisce gli esiti e spinge la struttura verso le energiche armonie degli EXO), “Attention” procede dritta in direzione house, con un'attitudine sì morbida, ma tutt'altro che facilona, ben temperata sulle sincopi del ritornello e sulla chiarezza dei blocchi canori. 
 
Giusto gli spenti richiami pop-reggae di “Body Rhythm” (quasi degli Ace Of Base più piacioni, e proprio per questo meno convincenti) e il trasporto disperato di “Marry You” appaiono fuori contesto, nell'economia di un album che invece macina motivi intriganti e sa come corredare della giusta veste sonora ogni singolo passaggio.
Manca davvero tanto sentire la voce e il talento compositivo di Jonghyun, ma i ragazzi non vengono meno di fronte alle loro capacità, mostrando non solo di saper ancora giocare nello stesso campionato dei colleghi, ma di saperlo navigare e interpretare con opportuna scioltezza. Bentornati! 

(12/03/2021)

  • Tracklist
  1. Don't Call Me
  2. Heart Attack
  3. Marry You
  4. Cøde
  5. I Really Want You
  6. Kiss Kiss
  7. Body Rhythm
  8. Attention
  9. 빈칸 (Kind)


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