TELESCOPES - Songs Of Love And Revolution

2021 (Tapete)
noise, psychedelic-rock, shoegaze

L’aurea mediocritas degli ultimi progetti discografici dei Telescopes è ormai una realtà di fatto. Da quando Stephen Lawrie ha abbracciato il verbo del noise-rock a scapito della composizione, gli album della band hanno mantenuto un basso profilo, senza rinunciare alla sperimentazione di nuove formule sonore che reggessero il passo con i tempi. Stuzzica il titolo del nuovo progetto, “Songs Of Love And Revolution”, quasi un preavviso di una tappa di consolidamento e di proiezione verso il futuro, una sensazione che trova subito conforto in una maggior solidità, non solo delle composizioni ma anche delle sonorità. Aver esplorato spazi reconditi e selvaggi di quel flusso psichedelico e noise di band come Velvet Underground e My Bloody Valentine trova finalmente una ragion d’essere in questo nuovo disco, grazie al recupero di quelle pulsioni shoegaze più oscure che allietarono i primi album della band.

C’è una tensione nelle nove tracce di “Songs Of Love And Revolution” quasi snervante, mentre i suoni scendono negli abissi creando smarrimento ma anche meraviglia. La vera sorpresa del nuovo disco dei Telescopes è appunto il muro del suono corposo, vellutato, cupo, ipnotico, sul quale si infrangono sonorità grevi e burrascose. La latitanza della forma canzone non è più un problema, ora che le chitarre sono ritornate a distillare inquietudine e alterazioni percettive. Nella musica dei Telescopes, si è rimesso in moto quel fluido lirico che trasformava in anthem anche una singola nota espansa, ed è quello che accade nel brioso mix di feedback/noise e kraut-rock di “Strange Waves” e nel vortice psych-rock di “We See Magic And We Are Neutral, Unnecessary”, brano già pubblicato in un sette pollici flexi disc nel 2012.

“Songs Of Love And Revolution” è il primo album dai tempi di “Hidden Fields” che scorre senza mostrare cedimenti o inutili lungaggini, anzi illuminato da bagliori di creatività che hanno ora il passo poetico e vellutato della ballata minimal psichedelica “Mesmerised”, ora l’incantevole passo greve dell’apocalittica “Come Bring Your Love”, un brano scandito da un giro di basso e da un tremolio di chitarra, che lasciano poi spazio a una graffiante esplosione shoegaze degna dei MBV.

L’intelligente destrutturazione del rock’n’roll di “This Train” scomoda i Suicide, mentre il rumore sordo di “This Is Not A Dream” infetta tutto l’album evitando derive pop, ovvero quelle perfettamente orchestrate nella title track e nella ballata dark-noir “You’re Never Alone With Despair“, che svelano la natura più composita e melodicamente strutturata dell’album, che proprio rinunciando alla classica forma canzone si candida come il più versatile e ricco di ganci armonici dei Telescopes.

“Songs Of Love And Revolution” è un gradito ritorno alla forma per la band di Stephen Lawrie, un disco dove il rumore si converte in armonia, l’oscurità in luce e la debolezza in energia (il suono dell’harmonium che si distende sul mormorio di un ruscello che scorre impetuoso nei due minuti finali affidati a “Haul Away The Anchor”). Nulla di apparentemente nuovo, ma vibrante, profondo e fantasioso come non accadeva da tempo.

25/02/2021

Tracklist

  1. 1. This Is Not A Dream
  2. 2. Strange Waves
  3. 3. Mesmerised
  4. 4. Come Bring Your Love
  5. 5. This Train
  6. 6. Songs Of Love And Revolution
  7. 7. You're Never Alone With Despair
  8. 8. We See Magic And We Are Neutral, Unnecessary
  9. 9. Haul Away The Anchor

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