Ernia

Io non ho paura

2022 (Universal/ Island) | conscious-hip-hop, trap, pop

Tra tanti rapper strombazzati oltre i propri meriti, il classe 1993 Matteo Professione alias Ernia è un’eccezione. Gli esordi infelici nella Troupe D’Elite, dove militava Ghali, e una lunga gavetta, uniti alla volontà di puntare su un flow ricercato, su testi anche riflessivi e sulla centralità dello storytelling ne hanno solo ritardato il successo. Con l’album “68” (2018) e, soprattutto, con “Gemelli” (2020; quadruplo platino) si è dimostrato più maturo di tanti colleghi: capace di un pop-rap con elementi conscious, smargiassate trap e ritornelli it-pop.

 

L’ispirazione al film di Gabriele Salvatores, tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, per questo “Io non ho paura” si concreta in un’inquietudine nell’immaginare il futuro e vivere il presente. Il tentativo di Ernia è non appiattirsi sul successo della hit “Superclassico”, sei volte platino, proponendosi anche come autore introspettivo. Lo fa esponendosi a livello molto personale in “Buonanotte”, racconto in forma di rap pianistico della scelta di abortire un figlio:

C'è chi nei figli cerca un suo completamento
È come cercare fuori ciò che non trova al di dentro
Non fraintendermi, non voglio finir solo, ma nemmeno
Trovarmi a un certo punto a dire: "Amo perché devo"

L’opera, nel complesso, è però molto altalenante ed eterogenea. Si apre con l’elegante collaborazione di Marco Mengoni in “Tutti hanno paura”, che delinea il tema portante sfruttando un flow con pochi rivali in Italia e una densità nel content rara. Nel tratteggiare conflitti internazionali, criminalità giovanile e pochezza dei contenuti del rap nostrano, promette un album in cui il sovrapporsi di collettivo e personale sia frequente. Nella pratica, questo avviene solo parzialmente.
La furiosa “Bu!”, un braggadocio con sample classico e coda ossessiva, e la trap triviale ed esplosiva di “Cattive intenzioni” (con Salmo) sono alternate a brani decisamente più pop, da “Bella fregatura” (una nuova, e meno riuscita, “Superclassico”) a “Qualcosa che manca” (con il prezzemolino Rkomi), fino ad arrivare alla banalità di “Weekend” o al quadretto di coppia di “Il mio nome”, che fondamentalmente tradiscono il fil rouge e ricercano la hit.

 

Va meglio quando, riallacciandosi al tema, prevale la frustrazione per una società superficiale (“Stupidi”, con un splendido campionamento della Vanoni), l’agitazione per un’angoscia asfissiante (“Non ho sonno”, con un delivery ansiogeno) o l’autonarrazione malinconica (“Bastava la metà”, con Gaia e Guè). È il senso di minaccia che imbeve anche “Rose & fiori”, dalla chiusura amara, a fare davvero la differenza:

Passerà, io non so se sarò abbastanza bravo a farlo
Con l'età mi chiedo se prima o poi potrò raccontarlo

“Io non ho paura” è un progetto ambizioso che paga, e in parte finisce per inseguire, il successo di “Gemelli”. All’hip-hop intimista e introspettivo, anche di critica sociale e riflessione emotiva, si affiancano alcuni opachi tentativi pop, tenuti a galla giusto dal mestiere di Ernia e dei produttori (Junior K, D-Ross, Sixpm, Star-T-Uffo, CELO, Shablo). Un peccato, perché come ribadito dalla conclusiva “L’impostore”, rappata quasi in lacrime, ci sono un talento e un carisma che meriterebbero una consacrazione non solo commerciale.

(21/01/2023)

  • Tracklist
  1. Tutti hanno paura feat. Marco Mengoni
  2. Bu!
  3. Bella fregatura
  4. Qualcosa che manca feat. Rkomi
  5. Cattive intenzioni feat. Salmo
  6. Buonanotte
  7. Weekend
  8. Acqua tonica feat. Geôlier & Junior K
  9. Così stupidi
  10. Bastava la metà feat. Gaia & Guè
  11. Non ho sonno
  12. Il mio nome
  13. Rose & fiori
  14. L'impostore


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