Fantastic Negrito

White Jesus Black Problems

2022 (Storefront) | blues-rock, psychedelic-soul

A distanza di due anni da “Have You Lost Your Mind Yet?”, puntuale come un orologio, Xavier Amin Dphrepaulezz è ritornato con il suo quarto lavoro in studio pubblicato sotto il moniker di Fantastic Negrito, “White Jesus Black Problems”, nel quale è ancora presente la vena rock contemporanea, ma rispetto ai dischi d’esordio a prevalere nettamente sono i fondamenti della black music tradizionale, che comprendono un ampio ventaglio di sonorità soul, funk, gospel, blues, R&B e una forte componente psichedelica che funge da macchina del tempo, trasportando l’ascoltatore in un’epoca differente.

 

Numerose sono le dicotomie che si intrecciano di continuo all’interno dell’album, le più ovvie sono bianco e nero, come i protagonisti del concept, la serva Betty e lo schiavo Courage, avi di settima generazione di Xavier, e alcuni passaggi chiave dei videoclip curati dallo stesso, contrapposti ad altri a colori; passato e presente, con la Virginia di metà 1700 sullo sfondo e sprazzi delle strade della Oakland dei giorni nostri; l’amore struggente dell’ottimo blues dominato da chitarra elettrica, tastiere e organo di “Oh Betty”, che cela un grande omaggio alla “Boogie Chillen’” di John Lee Hooker, e l’odio di “Venomous Dogma”, crescendo tra psych-soul e gospel che si inasprisce nota dopo nota, apripista alle incalzanti poliritmie jazz-funk-afro di “Highest Bidder” e al folk di “They Go Low”, incentrate entrambe sulla disuguaglianza sociale e sul razzismo.

Listen, please hear my story
My life was stolen
By the bad man
This is not the place for me
My life was stolen
From my homeland

La sensazione di non appartenere mai a un posto in particolare, continuando a spostarsi e cercare di fuggire, e il senso di solitudine, anticipati nel brano d’apertura, si ripropongono in tracce come l’emblematica “Man With No Name”, con i suoi archi stridenti, mentre persecuzione e sentimenti ostacolati sono il perno del Motown sound di “Nibbadip”.
Ritorna un tema già toccato nei precedenti capitoli dall’artista, ovvero quello della violenza armata, qui cantato nella ballad in zona Tracy Chapman “You Better Have A Gun”, seguita dalle atmosfere dance di “Trudoo” e dalla scatenata jam “In My Head”, per chiudere con la voglia di riscatto e libertà di “Register Of Free Negroes” e delle arie gospel di “Virginia Soil”.

Opera robusta, costruita su un racconto straordinario, dualismi efficaci fin dal suo titolo e un’infinità di influenze musicali, decisamente in odore di quarto Grammy per il cantautore afroamericano, “White Jesus Black Problems” abbraccia la tradizione e le origini di Xavier, raccontando una storia d’amore del passato che appartiene a tanti e vuole essere d’esempio nel presente, nonché un lume di speranza e una cura al male che affligge la società per il futuro.

(03/07/2022)

  • Tracklist
  1. Venomous Dogma
  2. Highest Bidder
  3. Mayor Of Wasteland
  4. They Go Low
  5. Nibbadip
  6. Oh Betty
  7. You Don’t Belong Here
  8. Man With No Name
  9. You Better Have A Gun
  10. Trudoo
  11. In My Head
  12. Register Of Free Negroes
  13. Virginia Soil




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