Glaswegians

Quaternary

2022 (self released) | neo-prog

Avete mai immaginato, o desiderato, un’incursione più decisa nei meandri del prog da parte di Mike Oldfield? Se la risposta è sì, avete trovato il musicista dei vostri sogni. Sotto il nome di Glaswegians si cela Michael Elder, unico attore e regista - o quasi, vista la presenza del fratello Jordan alla batteria - di un temerario progetto neo-prog che mette insieme le peculiarità di “Tubular Bells” con le sonorità degli Yes di “Tales From Topographic Ocean”, con uno spirito naif che prende atto della realtà hard-rock e post-rock, nonché delle infinite contaminazioni del linguaggio musicale contemporaneo.

I quindici minuti della prima traccia “Pavillion” sono tutto questo, ovvero un mix di prog-rock, jazz, post-rock, folk, neoclassica, psichedelia e groove dall’imprevedibile matrice etnica, elegantemente e intelligentemente intrecciato e sviluppato su temi melodici mai banali.
Messa a punto la piacevole formula, il musicista di Vancouver si diletta perfino con sonorità da big band jazz, tra eccentriche divagazioni jazz-rock e progressive non prive di una stimolante logica narrativa, che alternano citazioni di “Incantations” a residui di “Studio Tan” senza mai sprofondare negli abissi dell’autoindulgenza prog (“Motavia”).
A “Handedness” spetta il compito di offrire gli spunti più avantgarde del progetto: il minimalismo si impossessa della musica, aggiornata da una teatralità armonica/geometrica che evoca spunti neoclassici ma anche i primi ambiziosi vagiti dei Gentle Giant, svelando una perizia compositiva che Michael Elder asseconda con un parterre di ben 50 diversi strumenti.

Il fascino e i pregi di “Quaternary” trovano conforto nell’abilità del musicista canadese di tenere a bada eccessi e ridondanze armoniche. In tal senso sono esemplari gli ammalianti intrecci ritmici che introducono l’elaborato corpo centrale dell’appena citata “Handedness”, e il pregevole tocco del piano che apre la strada al flusso post-sinfonic-prog di “Zugzwang”, quasi venti minuti di armonie e incastri ritmici che si svincolano dai canoni del genere per una visione d’insieme più ampia e moderna.

(25/05/2022)

  • Tracklist
  1. Pavilion
  2. Motavia
  3. Handedness
  4. Zugzwang
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