HEIMITO KÜNST - Post Exoticism

2022 (Shrimper)
electroacoustic, experimental, lo-fi

Era chiaro fin dalla scelta dello pseudonimo l’amore di Heimito Künst per la letteratura visionaria, e se l’omonimo esordio traeva linfa dall’opera di Roberto Bolaño, tocca adesso ad Antoine Volodine fornire il necessario substrato di questo nuovo immaginifico volume. I titoli ci dicono che nello specifico il riferimento è “l’universo allucinato, percorso dall’umorismo del disastro” descritto in “Terminus radioso” e ciò che il nostro misterioso autore propone è un’ideale traduzione aurale delle atmosfere distopiche del romanzo.

 

Synth, field recordings, nastri, vari strumenti e voci trasfigurate sono ancora gli elementi dell’ideale orchestra lo-fi a cui affidare la tessitura di trame elettroacustiche crepitanti, a tratti pesantemente distorte fino a trasformarsi in un segnale continuo profondamente sinistro (“Soloviei”).

Pur mantenendo l’attitudine ai cambi di rotta netti – uno degli elementi fondanti della psichedelia obliqua in odore kraut dell’esordio – questa opera seconda si contraddistingue per uno sviluppo più coeso e parzialmente meno vorticoso. Il tono tende a mantenersi sommesso virando persino verso paesaggi ambient luminosi (“Sovchoz Red Star”), ma l’impronta rimane comunque straniante, anche se l’incedere complessivo risulta qui meno ostico e frammentario.

Una sonorizzazione accattivante – composta e diretta con cura avvalendosi nuovamente dell’apporto sapiente di Simon Balestrazzi in cabina di regia – capace di creare un’efficace eco dell’arte visionaria e densa di inquietudine del maestro francese.

26/06/2022

Tracklist

  1. 1. Terminus Radioso
  2. 2. Soloviei
  3. 3. Snow speckled train
  4. 4. Sovchoz Red Star
  5. 5. Udgul
  6. 6. 49 days after death
  7. 7. SKS 56
  8. 8. I Wait For The End

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