Il quattordicesimo album dei Korn è stato affinato per circa un anno, permettendo un lavoro di rifinitura e una elaborata campagna promozionale. Il risultato, non a caso intitolato “Requiem”, elabora i tormenti del leader Jonathan Davis e l’ancora recente lutto dell’ex-moglie, scegliendo una forma breve e incisiva: 9 brani per meno di 33 minuti.
I ben conosciuti James “Munky” Shaffer e Brian “Head” Welch sono una fucina di assordanti esplosioni chitarristiche che ben si accoppiano con il ventaglio di registri di Davis, al solito istrionico e inquieto. La sezione ritmica, con l’ormai stabile batterista Ray Luzier e lo storico Reginald “Fieldy” Arvizu, dona dinamismo alle composizioni e drammaticizza i repentini cambi di mood e velocità, soprattutto in “Lost The Grandeur”.
Forti di queste sinergie, brani come “Disconnect”, “Penance To Sorrow’ e il singolo “Start The Healing” suonano ovviamente violenti, chiaramente korniani ma anche godibili nei loro equilibri e rischiarati da qualche grammo di speranza comunicata da alcune aperture luminose negli arrangiamenti. Nello psicodramma generale traspare una reazione alle avversità, una rabbiosa volontà di superare il dolore: “Break apart the pain and start the healing”, dicono in “Start The Healing”.
Senza sorpresa, però, la proposta è in genere molto affine al loro passato, soprattutto recente, e non c’è molto che possa definirsi in qualche misura innovativo o anche solo preferibile a tanti altri brani del loro stesso repertorio. In questo è paradigmatica la conclusiva “Worst Is On Its Way”, un ideale collage di soluzioni che già conosciamo e che i fan si divertiranno a ricollocare in vari periodi della discografia.
Se avete consumato i primi cinque album della band, ognuno più importante di questo per il nu-metal e per i Korn, allora qui ritroverete qualcosa di quella magia, declinata nel modo in cui la band lo ha già fatto più volte nell’ultimo decennio. Per chi non li conoscesse, “Requiem” è al massimo un pretesto per rimediare la lacuna. Difficile chiedere di più a una delle pochissime formazioni nu-metal che possiamo definire propriamente attiva nel 2022.
31/03/2022