Korn

Requiem

2022 (Loma Vista)
nu-metal, alt-metal

Il quattordicesimo album dei Korn è stato affinato per circa un anno, permettendo un lavoro di rifinitura e una elaborata campagna promozionale. Il risultato, non a caso intitolato "Requiem", elabora i tormenti del leader Jonathan Davis e l'ancora recente lutto dell'ex-moglie, scegliendo una forma breve e incisiva: 9 brani per meno di 33 minuti.

I ben conosciuti James "Munky" Shaffer e Brian "Head" Welch sono una fucina di assordanti esplosioni chitarristiche che ben si accoppiano con il ventaglio di registri di Davis, al solito istrionico e inquieto. La sezione ritmica, con l'ormai stabile batterista Ray Luzier e lo storico Reginald "Fieldy" Arvizu, dona dinamismo alle composizioni e drammaticizza i repentini cambi di mood e velocità, soprattutto in "Lost The Grandeur".
Forti di queste sinergie, brani come "Disconnect", "Penance To Sorrow' e il singolo "Start The Healing" suonano ovviamente violenti, chiaramente
korniani ma anche godibili nei loro equilibri e rischiarati da qualche grammo di speranza comunicata da alcune aperture luminose negli arrangiamenti. Nello psicodramma generale traspare una reazione alle avversità, una rabbiosa volontà di superare il dolore: "Break apart the pain and start the healing", dicono in "Start The Healing".

Senza sorpresa, però, la proposta è in genere molto affine al loro passato, soprattutto recente, e non c'è molto che possa definirsi in qualche misura innovativo o anche solo preferibile a tanti altri brani del loro stesso repertorio. In questo è paradigmatica la conclusiva "Worst Is On Its Way", un ideale collage di soluzioni che già conosciamo e che i fan si divertiranno a ricollocare in vari periodi della discografia.

Se avete consumato i primi cinque album della band, ognuno più importante di questo per il nu-metal e per i Korn, allora qui ritroverete qualcosa di quella magia, declinata nel modo in cui la band lo ha già fatto più volte nell'ultimo decennio. Per chi non li conoscesse, "Requiem" è al massimo un pretesto per rimediare la lacuna. Difficile chiedere di più a una delle pochissime formazioni nu-metal che possiamo definire propriamente attiva nel 2022.

31/03/2022

Tracklist

  1. Forgotten 
  2. Let the Dark Do the Rest
  3. Start the Healing 
  4. Lost in the Grandeur 
  5. Disconnect
  6. Hopeless and Beaten 
  7. Penance to Sorrow 
  8. My Confession 
  9. Worst Is on Its Way