Loraine James

Building Something Beautiful For Me

2022 (Phantom Limb) | elettronica, avantgarde

Quando il compositore minimalista Julius Eastman scomparve nel maggio del 1990, quasi nessuno se ne accorse; precipitato in un tunnel di povertà, droga e quel che si specula fosse Aids, Eastman non fu che l’ennesimo incidente di percorso – nello stesso periodo, altrettanti pionieri come Arthur Russell e Walter Gibbons fecero la stessa fine. Poco o nulla è rimasto della musica di Eastman, contribuendo alla scomparsa nella memoria collettiva di colui che, un tempo, era collega di John Cage, Rhys Chatham, Steve Reich e Morton Feldman. Nel corso dell’ultimo decennio, ritrovamenti di spartiti e qualche rara incisione carbonara hanno riportato lentamente alla luce il lavoro di una voce singolare, per la quale esiste adesso anche un interesse sociologico: un compositore afroamericano apertamente gay, dalle intuizioni brillanti e un carattere volatile e ambizioso, intento a esprimere sé stesso così incompromissoriamente da trovarsi, infine, sotto un ponte.
Dall’altro lato dell’Oceano, del tempo e dello spettro emotivo, Loraine James è cresciuta nel quartiere popolare di Enfield, al Nord di Londra. Maestra di scuola prima ancora che musicista, la sua storia è più un esercizio in lento e paziente divenire. Sotto Hyperdub, Loraine è solita creare spigolose trame Idm, ma la sua mano è capace di spingersi anche oltre lo steccato della dance – vedasi l’uscita giusto pochi mesi fa del progetto “Whatever The Weather”. Adesso, una connessione col fratello dello stesso Eastman ha offerto un’opportunità inedita: l'accesso diretto all’archivio, per creare una propria visione della musica di questo maestro scomparso.

 

Lungo tre quarti d’ora scarsi, “Building Something Beautiful For Me” è un ascolto che rifugge alle catalogazioni - rielaborazione? Remix? Ricomposizione? – ma nel quale la mano di Loraine tocca corde particolarmente intime e amorevoli.
Uno dei brani più noti del compositore – “Stay On It” – viene ripreso due volte, mostrandone l’ambivalenza anche a raffronto delle varie esecuzioni per coro e orchestra avvenute nel corso dell’ultimo decennio; Loraine dapprima offre l’umorale “Maybe If I (Stay On It)” con tanto di apporto della propria voce, e successivamente espande la tavolozza con “Black Excellence (Stay On It)”, una lucente cacofonia di progressive electronics e liquame digitale. Anche “The Holy Presence Of Joan Of Arc” trova doppia rilettura, se così possiamo definirla; l’ariosa e sognante “Building Something Beautiful For Me (Holy Presence Of Joan Of Arc)” aleggia sopra un manto di tastiere boreali, mentre “What Now? (Prelude To The Holy Presence Of Joan Of Arc)” rimastica insondabili linee sintetiche in grigio scuro che a momenti paiono frutto del Moritz Von Oswald Trio, poi robotici sample della voce dello stesso Eastman screziano l’etere come fantasmi irrequieti.

 

Loraine affronta altri due dolorosi momenti-chiave della poetica di Eastman. Dall’impetuoso brano per quattro pianoforti che era, “The Perception Of Me (Crazy Nigger)“ si tramuta in un’aliena electro-suite dal percorso zoppicante e instabile, capace di trasmettere inquietudine e paranoia con pochi tratti digitali e concitate partiture di tastiera – sono mondi lontani, eppure c’è una radice comune tra il trattamento ricevuto da Eastman negli esclusivi giri accademici di Boston e le vicissitudini di Loraine alle prese col sempre poco integrato mondo dell’elettronica londinese.
Ancor più toccante “Choose To Be Gay (Femenine)”, il brano che affrontava le considerazioni antitetiche tra omosessualità e percezione di una maschilità socialmente accettabile - lo stesso Cage, ancora nell’ombra circa il proprio orientamento sessuale, trovava insopportabile l’espressione senza freni di Eastman. Qui Loraine crea soffici partiture digitali e aggiunge la propria voce, un sussurro che ricorda Tirzah: il risultato è un toccante dialogo di "queerificazioni" contemporanee tra maschile e femminile.
Nel mezzo del lavoro, ecco la sezione ritmica quasi rock su “Enfield, Always” e l'Idm di “My Take”, quest’ultimo il pezzo che più di tutti riporta ai soli lavori di Loraine e alle sbilenche partiture della collega Beatrice Dillon.

Non stupisce la tutto sommato tiepida ricezione per questo lavoro. Eastman era solito colorare i propri spartiti con drammatici scoppi d’ira e frustrazione, derivati da un approccio minimale ma totalizzante; oltre a compositore e pianista, infatti, era pure un estroverso ballerino, e chi ha assistito alle sue performance ai tempi racconta di un’ammirevole estensione vocale, capace di avvicinarlo ai territori di Meredith Monk.
Loraine, di controparte, appare quasi muta a un orecchio distratto; le sue ovattate partiture avvolgono l’ascoltatore come una coperta, lasciando giusto intravedere quegli inquieti squarci di ritmo nero che sottolineano il lavoro. Ma “Building Something Beautiful For Me” non vuol cavalcare alcun hype; è un dialogo trans-generazionale tra un uomo e una donna entrambi sullo sprettro dell’omosessualità, divisi da una montagna di ideologie comportamentali e destinati a non incontrarsi mai, contribuendo a formare una “comunità” sfilacciata e incompleta che spesso e volentieri implode su sé stessa, soprattutto con l’avanzare dell’età.

 

Sono discorsi scomodi che nessuno di noi vuol affrontare in tempi di politiche dell’orgoglio, ma che invece sono di primaria importanza. Facile, infatti, fruire del lavoro di un autoproclamato "crazy nigger" a distanza di sicurezza, senza dover fare i conti con le situazioni che lo hanno portato a creare tali opere. Con una grazia che ha del commovente, e un bagaglio di esperienze che può provenire solo dalla condivisione di una situazione di minoranza razziale, Loraine evita accuratamente la yassification di Eastman e gli offre piuttosto un abbraccio che ha del materno.

 

Non sapremo mai cosa avrebbe detto lo stesso compositore di queste insondabilmente raffinate rielaborazioni, ma su una cosa possiamo stare sicuri: la sua esperienza è stata compresa, assimilata e rispettata.

(15/11/2022)

  • Tracklist
  1. Maybe If I (Stay On It)
  2. The Perception Of Me (Crazy Nigger)
  3. Choose To Be Gay (Femenine)
  4. Building Something Beautiful For Me (Holy Presence Of Joan Of Arc)
  5. Enfield, Always
  6. My Take
  7. Black Excellence (Stay On It)
  8. What Now? (Prelude To The Holy Presence Of Joan Of Arc)
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