Lucrecia Dalt

”Ay!

2022 (RVNG) | bolero, son, rumba, latin, electro

E’ colombiana, Lucrecia Dalt, classe 1980, una decina di dischi alle spalle e svariate collaborazioni importanti. Da diversi anni si è trasferita a Berlino, città che ha permeato gran parte del materiale da lei sinora pubblicato, spaziando dal pop destrutturato alla sperimentazione elettronica. Per “¡Ay!” ha deciso di unire le sue due anime predominanti: le musiche che ascoltava da bambina e il gusto per la manipolazione electro oriented sviluppato in età adulta. Lucrecia plasma con audacia e personalità le proprie canzoni, stilisticamente affini a son, bachata, rumba e bolero, ma ne rallenta le ritmiche, scomponendo la tradizione in fattori primi e reingegnerizzandola attraverso l’innesto di dinamiche tutte berlinesi, preservando sempre uno spiccato rispetto per la storia della propria terra.

Così facendo, ottiene suoni moderni dal sapore antico, immersi in arie jazzate, minimaliste ma arrangiate con grande cura dei particolari, sui quali si muove da consumata performer. Lucrecia rinnova un intero immaginario stilistico, come già fatto in passato, con risultati altrettanto apprezzabili, dai Gotan Project per il tango e dalla prima Rosalia per il flamenco. Le atmosfere, più che essere assorbite nella natia Colombia, sembrano ispirate dalla malinconia del Malecon, dalle stradine che conducono verso l’interno di L'Avana, quelle meno turistiche e più autentiche, solo apparentemente meno rassicuranti, da quei locali afosi e affollati dove si respira la vita vera di una popolazione sorridente e affabile, dove giovani ragazze cubane osservano con ammirazione i vestiti delle turiste europee, sognando Madrid, Roma, Parigi, mentre piccole orchestrine suonano, con strumenti rimediati chissà dove, dolci arie sospese nel tempo e salsa da ballare fino all’alba.

Prendete due tracce come “Atemporal” e “Bochinche” e ditemi se non rappresentano l’eredità del Buena Vista Social Club, eredità che ritorna evidente anche nei movimenti sinuosi e sensuali de “La desmesura” o “El galatzò”. A brani come “Contenida” ed “Enviada” spetta invece il compito di schiudere il progetto verso una dissonante modernità. Ci si ritrova così immersi in una sorta di ipnosi caraibica che cela nei testi un racconto di fantascienza, con protagonista l'extraterrestre di nome Petra, atterrat* nell’isola di Maiorca e intent* a osservare il nostro mondo con occhi alieni, rifiutando di allinearsi alle verità lineari del nostro pianeta (il tema dell’identità di genere appare decisamente centrale). Un disco dal gusto esotico, con una forte idea aggregante, folk conturbante, musica latina 2.0 che si muove a proprio agio in un’interessante zona d’ombra, quella dove si raccoglie la tradizione per contribuire a proiettarla verso il futuro. In questi giorni sarà in Italia, protagonista del Transmissions Festival.

(24/11/2022)

  • Tracklist
  1. No tiempo
  2. El galatzò
  3. Atemporal
  4. Dicen
  5. Contenida
  6. La desmesura
  7. Gena
  8. Bochinche
  9. Enviada
  10. Epilogo


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