Mads Koch

Fingers

2022 (Margaret) | chamber-folk-rock

Non è chiaro se generi più o meno simpatia un esordio, in tarda (o "adulta") età creativa, dai toni malinconici e sospirati come questo "Fingers", dopo una carriera spesa prima in una band sopra le righe come i Kiss Kiss Kiss, poi a scrivere canzoni per alcuni nomi di punta della scena danese.
Sicuramente avrà sbalestrato non poco i seguaci della prima ora, disorientati dall'andamento sottotono e maturo di questo disco, in cui i suoni riecheggiano nello spazio, senza investire l'ascoltatore.

Mads Koch siede come un artista dannato d'altri tempi in una stanza d'Europa qualsiasi, in una copertina che dà la misura dell'ambientazione del disco, delle sue morbide progressioni flautate ("Gripping Wraith"), ammiccanti a Midlake e Great Lake Swimmers ("Grace of Dust", il singolo "The Lake").
Spazzolate, borbottii di contrabbasso, vibrazioni di violoncello e sornioni accordi di chitarra incorniciano così flebili duetti invernali ("Footsteps In The Snow"), in un avvicendarsi di tracce dall'umore mutevole, come nell'elegante valzer "Lovers At The Graveyard".

Un album che trasuda classe e ispirazione, pur mantenendo una solida ancoratura nella scrittura melodica (sulla quale a volte scivola, come nell'eccessivo slancio di "Sirens", o si esalta, come nell'ariosa composizione di "Warheads"). Una nuova carriera per Mads Koch, da guardare senza preconcetti o false aspettative.

(06/05/2022)

  • Tracklist
  1. Grace of Dust
  2. Gripping Wraith
  3. The Lake
  4. Warheads
  5. The Tenant
  6. Lovers at the Graveyard
  7. Entr'acte
  8. Footsteps in the Snow
  9. Without a Trace
  10. Sirens
  11. Fatigue
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