Oddfellow's Casino

Prince Of The Starry Wheel

2022 (Nightjar) | alt.folk, prog, chamber-folk

Vent'anni, questo è il lasso di tempo passato dall'esordio degli Oddfellow's Casino, vent'anni durante i quali il leader David Bramwell ha accompagnato la band in un viaggio nel mondo dell'occulto e dell'esoterico scortato da un colto piglio noir.
Materia prima della band di Brighton sono da sempre evocative sonorità folk psichedeliche e confortevoli atmosfere chamber-folk, spesso confinanti con un pop elettroacustico mai complesso, eppur non privo di una certa verve sperimentale. Il nuovo album, il nono della band, "Prince Of The Starry Wheel", non smentisce le note affinità di Bramwell con il mondo letterario: non solo il titolo si rifà a una citazione di William Blake su Isaac Newton, ma ci sono richiami a Ray Bradbury e Nick Hayes.

Mai sopra le righe, la musica degli Oddfellow's Casino è una presenza silenziosa, più idonea a un profilo da cult-band. una musicalità che difficilmente cattura nuovi adepti, ma che non tradisce i seguaci più fedeli.
A onor del vero "Prince Of The Starry Wheel" offre il set più attraente dai tempi di "The Raven's Empire"; ha infatti la grazia dei Left Banke, il malinconico e affascinante chamber-folk di "Ameland", ed è particolarmente incisivo il refrain di "Emily". Più complessa la lunga escursione lirica e armonica di "Beware My Love The Autumn People", dodici minuti di divagazioni folk-pysch ed elettronica ispirati ai racconti horror di Ray Bradbury, musicalmente non privi di colte citazioni progressive: un tripudio di mellotron, canto d'uccelli, flauti, tamburi e voci, che altera gli scenari più bucolici e dà vita ad ambientazioni cosmiche e surreali.

I critici di The Quietus hanno definito gli Oddfellow's Casino come una sintesi tra i Pentangle e i Pet Shop Boys, definizione allettante ma che rischia di creare false illusioni: trovo alquanto difficile che qualcuno possa ballare sulle note di "Trespass". Le colte citazioni letterarie hanno invece più assonanze con alcuni personaggi cult come Nick Haeffner, lo spoken word in chiave folktronica di "Last Orders At The Shoulder Of Mutton", o Paul Roland, il flusso di suoni che vira verso una delicata cacofonia di "The Quiet Man And His Dutch Wife".

Dietro "Prince Of The Starry Wheel" c'è molto di più di quanto sia immaginabile a un primo ascolto. Un mondo di riflessioni sociali (le difficoltà dei coltivatori con le regole della burocrazia in "Trespass"), personali (una coppia alle prese con il passare del tempo in "The Quiet Man And His Dutch Wife") e irreali ("Beware My Love The Autumn People"), frutti rigogliosi di un immaginario artistico che non conosce cedimenti, anche quando la band si cimenta con le suggestive armonie di "Summer Weaving", un'ispirata cover di un brano di Melanie.

(13/05/2022)

  • Tracklist
  1. Trespass
  2. Ameland
  3. Last Orders At The Shoulder Of Mutton
  4. Beware My Love The Autumn People
  5. Summer Weaving
  6. Emily
  7. The Quiet Man And His Dutch Wife


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