Post Nebbia

Entropia Padrepio

2022 (Dischi Sotterranei - La Tempesta) | alt-pop. synthwave

Un album che si presenta con il titolo “Entropia Padrepio” lascia già da sé immaginare di doversi preparare a un’opera ricca di contrasti. Pur giovanissimi, i veneti Post Nebbia, guidati dall’estro creativo e compositivo di Carlo Corbellini, vantano già una certa visibilità ed esperienza nell’ambito del panorama indipendente italiano. Esordienti nel 2018 con l’album “Prima Stagione” per la Dischi Sotterranei, trovano nel 2020 un primo punto di svolta con “Canale Paesaggi”, grazie a una interessante interpretazione cupa ed ermetica di un synth-pop venato di tensione lisergica da new wave e lassismi garage.

 

“Entropia Padrepio” (che ripropone, come il suo predecessore, il connubio tra Dischi Sotterranei e La Tempesta) riprende e amplifica i tratti stilistici già evidenziati con i primi lavori, perfezionandone una certa ambiguità sonora e lirica già messa ben in mostra. Nella scrittura di Corbellini per “Entropia Padrepio”, si riflette ancor più evidente che in passato un dualismo costante. C’è un palese influsso spirituale, che fa il paio con una materialità viva. C’è un distaccato senso di decadentismo, ma allo stesso tempo risuona una leggerezza pop dal gusto retrò. C’è (come forse lo stesso titolo esemplifica) una sorta di trait d’union tra una profana assunzione di alienazione post-moderna (così come mutuata da un concetto appartenente alla fisica) e un immaginario sacro dai connotati marcatamente popolari. E funziona. I registri si combinano infatti senza forzatura, forgiando un album coerente nella sua ambivalenza. I refrain trainanti partono da fondamenta ben saldate nei languori it-pop contemporanei, ma non di rado vanno a ritroso a pescare contorsioni che citano tanto Battiato, quanto i Beatles più acidi.

Il tutto è sommerso in un’aura di misticismo, sorretta da rigonfiamenti di synth, estesi e apocalittici o dispersi in glitch obliqui e dissonanti. In altri passaggi il disco fa capolinea in irrobustimenti electro dal gusto francese, con la contestuale capacità di virare con sagacia verso fraseggi vagamente (e semplicisticamente) prog dalle atmosfere cinematografiche.
Il nuovo lavoro dei Post Nebbia è insomma un reticolo di influenze più o meno nobili (sicuramente lontane tra loro) amalgamate con sapienza e personalità. È l’incontro ideale tra un linguaggio psichedelico moderno e una “retromania” anni 80 che è peculiarità imperante dell’attuale pop italiano (sebbene i veneti attingano alle sfumature più fumose di stampo wave). Sicuramente, in ogni caso, un nome da tener ben presente alla luce dell’evoluzione di un movimento alt-pop nostrano ormai da un po’ di tempo abbastanza fermo al palo.

(02/06/2022)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Voce fuori campo
  3. Cuore semplice
  4. Pensiero magico
  5. Viale Santissima Trinità
  6. Morte rituale
  7. Cristallo metallo
  8. Freni inibitori
  9. Solo l’amore
  10. Oltre la soglia




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