THE BOBBY LEES - Bellevue

2022 (Ipecac)
garage-punk, garage-rock

Una manciata di mesi fa gli scalmanati Bobby Lees, freschi di firma con la Ipecac Recordings, pubblicavano il buon “Hollywood Junkyard Ep”, rivelatosi poco dopo l’anticipazione della loro terza fatica “Bellevue”. Oltre alla discreta quartina già presente nell’Ep estivo (“Hollywood Junkyard”, “Strange Days”, “Dig Your Hips”, “Be My Enemy”), la band ha prodotto insieme a Vance Powell altri nove brani tra garage-rock e punk acuminato, a cui si aggiungono svariate influenze che viaggiano tra surf-rock e rock’n’roll, fino al blues, all’heavy metal e all’hardcore, in quel turbinio di caos tanto caro al fondatore della label californiana, Mike Patton.

Le numerose sferzate sotto i due minuti disseminate per l’album, come la più breve e caotica “Bellevue” in apertura, non si presentano come semplici riempitivi, e riescono a spiccare grazie a piccoli accorgimenti diversi. A tal proposito si vedano la bassline incalzante e minacciosa di matrice punk di “Ma Likes To Drink”, la scura e reboante “Have You Seen A Girl”, le sonorità garage trascinate dalle chitarre di “In Low” e soprattutto la conclusiva e strumentale “Mystery Theme Song”, nella quale si ritrovano echi dell’arcinota versione surf-rock di “Misirlou” eseguita da Dick Dale & The Del-Tones. La furia incendiaria della corsa a precipizio di “Death Train” cela, tra un cazzeggio e l’altro, un omaggio alla musica classica e uno al sound heavy e ai ritmi folli di Motörhead e affini, direttamente dagli anni Settanta.

Si fa notare la cadenza bluesy e un po’ claudicante di “Little Table”, le cui venature psych fungono da parziale richiamo ai Doors, alla quale seguono il piano e i guitar riff dell’invettiva “Monkey Mind”, e “Greta Van Fake”, evidente stoccata ai Greta Van Fleet, corredata da derive chitarristiche zeppeliniane e batteria sincopata a completamento della brillante presa in giro.

Accostabili per molti versi, grazie allo stesso “Bellevue”, ai colleghi australiani Amyl And The Sniffers, The Bobby Lees si fanno apprezzare per l’ironia piccata e il non prendersi minimamente sul serio. Tali caratteristiche, paradossalmente, continuano a conferire loro credibilità nel maneggiare un ampio ventaglio di sonorità e riff tra Sixties e Seventies, mantenendo una base garage-punk, senza incorrere nelle temute e scivolose patinature da revival. Il quartetto potrebbe non raggiungere mai il famigerato punto di svolta, ma finché si diverte così, lasciamolo divertire.

14/12/2022

Tracklist

  1. 1. Bellevue
  2. 2. Hollywood Junkyard
  3. 3. Ma Likes To Drink
  4. 4. Death Train
  5. 5. Strange Days
  6. 6. Dig Your Hips
  7. 7. Have You Seen A Girl
  8. 8. In Low
  9. 9. Little Table
  10. 10. Monkey Mind
  11. 11. Greta Van Fake
  12. 12. Be My Enemy
  13. 13. Mystery Theme Song

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