Stampato su un inconsueto e accattivante vinile trasparente largo appena 10”, “Magenta. Cyan. White.” è l’esordio del progetto RAD, formato da Nicolas Laureau e Brisa Roché meno di due anni fa.
Di Don Niño, nome d’arte di Nicolas, non smetteremo mai di decantare le lodi, grazie a una creatività incontenibile che l’ha portato nel giro di pochi anni al centro della scena sotterranea d’oltralpe. Della statura della Roché, invece, nonostante una carriera ventennale, eravamo ingiustificatamente incosapevoli: nata negli Stati Uniti quarantotto anni fa, è francese a tutti gli effetti e vive a Parigi da quando ne aveva 18 (dove si trasferì dopo la morte del padre).
Lo stile jazz della cantante franco-americana trova nel muro di suono iper-psichedelico arrangiato da Nicolas Laureau un luogo ideale dove far crescere tre melodie che rapiscono fin dal primo ascolto: “Magenta” è una ninna-nanna in cui la voce salmodiante della Roché avvolge le chitarre burrascose di Laureau, tra pulsioni post-shoegaze e un drone più noise che new age; “Cyan” è un assalto post-punk, tra Primal Scream e Royal Trux; “White” è il capolavoro dell’Ep, una valanga di rumore ultra-black trasporta la voce disincantata e sempre elegante della Roché in un mare in tempesta.
Nelle parole dei diretti interessati, RAD è: “Una ninna nanna punk, un dialogo interiore rivolto all’esterno, una chitarra che respira, New York che incontra la California che incontra la Francia con trasformazione transgender, FX, natura/montagne, paesaggi urbani e atmosfere da sogno. Fuoco e ghiaccio”.
31/12/2023
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