Xamdam Sobirov

Tentakcham

2023 (Maestro)
uzbek pop

In questo primo scorcio di anni Venti, Xamdam Sobirov è il cantante pop più seguito dell'Uzbekistan. Al pubblico sono noti solo pochi dettagli biografici riguardanti la sua formazione: nasce il 6 gennaio 1989 in un villaggio nel distretto di Navbahor e si laurea presso l'Istituto d'Arte Statale di Tashkent.

Nel 2011 fonda il trio vocale Mango, con i coetanei Oybek Sangin e Azizxon Saydumarov. Si tratta di un progetto pop su cui i tre hanno scarso controllo (sono accasati presso la Nevo Music, la più grande etichetta locale insieme alla Riza Nova), ma nonostante una certa diffusione sui media, non arrivano i guadagni sperati, tanto che l'artista attraversa un periodo di difficoltà economica.
Nel 2016 i Mango si sciolgono e l'anno successivo Sobirov tenta la carriera solista, inizialmente senza particolare successo, tanto che per sostenersi decide di lavorare come autore per l'ensemble del Ministero degli Affari Interni (non è chiaro con quali risultati: la notizia è piuttosto generica e nessuno fra gli articoli consultati – che sembrano provenire tutti dalla stessa fonte – approfondisce la questione). La collaborazione termina nel 2019, quando finalmente la sua popolarità inizia a espandersi: da allora è un continuo crescendo, che lo porta nel 2021 a diventare il cantante più popolare del momento e nel febbraio del 2022 a pubblicare "Tentakcham", singolo di enorme successo che si afferma in tutta l'Asia centrale, nella zona delle lingue turciche, diventando la canzone in uzbeco più ascoltata su YouTube (a oggi conta oltre 137 milioni di visite; solo di recente è stata superata da un altro brano dello stesso Sobirov, "Janze").

Il 17 aprile 2023 esce finalmente il suo quarto lavoro in studio (lo precedono un Ep e due album): contiene il singolo di cui sopra, più altri pubblicati periodicamente nell'ultimo paio d'anni.
Sobirov in persona compone nove canzoni su tredici (le restanti quattro sono firmate da suoi giovani colleghi), mentre gli arrangiamenti sono curati quasi interamente da Doniyor Akhmedov, produttore house membro del progetto Dndm, che vanta un seguito di culto anche in Europa, almeno fra gli appassionati di club music. Negli ultimi anni Akhmedov è anche uno dei più richiesti arrangiatori di Tashkent, spesso dietro le quinte per artisti della Nevo Music.

Il piccolo miracolo di questo disco risiede nella raffinatezza della proposta. L'Uzbekistan è un regime totalitario in cui le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno e la libertà degli artisti è fortemente limitata. La musica rap viene boicottata dal governo, il rock esiste ma vive in sordina, senza alcuna diffusione mediatica, e l'unica possibilità per un musicista di fare carriera, all'infuori dell'ambito accademico, è suonare musica pop o folk, con la prima che sta guadagnando sempre maggior terreno. Molte delle proposte che raggiungono la vetta delle classifiche locali non hanno altra scelta che risultare innocue e superficiali. 
Sobirov e Akhmedov riescono però lo stesso a sviluppare una notevole ricerca artistica, con arrangiamenti stratificati e di buon gusto, rifuggendo per esempio l'utilizzo di autotune di derivazione trap che caratterizza diversi fra i cantanti pop più recenti anche in Uzbekistan. 

La title track ha ottenuto grande successo anche grazie al video, che è correlato al testo. Mostra la storia di un ragazzo la cui fidanzata, Rano, abbandona il villaggio per andare a studiare a Tashkent: il protagonista prova sentimenti di gelosia per il fatto che a distanza non potrà controllarla, ma in sostanza non può far altro che accettarne la decisione e alla fine i due si riconciliano. È un piccolo inno all'emancipazione femminile, che in un paese come l'Uzbekistan non è affatto scontato:
Non tagliarti i capelli, non truccarti le labbra,
tutti stanno guardando, non è facile per me.
Dove sentirò l'odore dei tuoi capelli?
Dove poggerò le mie labbra?
Ho perso tutto in un giorno,
dove sono le promesse che hai fatto ai piedi della montagna?
Il mio talismano è diventato urbano,
la stupida è andata a Tashkent.
Ora ti dirò chi sta soffrendo, 
dove andrò a bruciare la mia casa dell'amore?
Un riferimento da cogliere nel video, evidenziato da un articolo apparso su Soundtimes.ru, è il vestiario di Sobirov e della band che lo accompagna, che omaggia storici gruppi uzbeki dell'era sovietica, come gli uzbeki Yalla (Ялла), i russi Samotsvety (Самоцветы) o i kazaki Dos-Mukasan (Дос-Мукасан).
La base strumentale consiste in un electropop dalla una ritmica possente, con il suono del rullante mixato in primo piano e rimandi che spaziano dalla dance (a 0'17'' un campionamento di chitarra che guarda alla musica trance, a 1'33'' un riff di pianoforte digitale pronto per un remix house) al folk locale (il trillo del pianoforte che compare per la prima volta a 0'17'' e sembra imitare i liuti della musica araba, da cui derivano anche molti strumenti tradizionali uzbeki).
 
Come già detto, Sobirov firma di proprio pugno la maggior parte dell'album: dall'eterea ballata per chitarra acustica "Gavharim", arricchita dal suono di un nay effettato con l'eco, al midtempo electro-disco "Esla meni", con i suoi bassi saturi, passando per "Sumaya", la cui base ritmica sembra un incrocio fra l'italodisco e "Mamma Gamma" degli Alan Parsons Project: la frequentazione europea di Akhmedov si fa sicuramente sentire, pur senza rinunciare alla propria cultura.
La commistione fra mondi distanti traversa tutto l'album, come dimostra anche "Yengildim", che sembra unire folk uzbeko e synthwave (curioso il sample di chitarra acustica iniziale, il cui segnale viene silenziato a intervalli regolari). 

Dai colleghi il cantante prende in prestito la marcia pop folk di "Nega og'ritar dilim oddiy" (la firma Uzmir, parte del duo pop Uzmir & Mira), la poliritmica "Ona qizim", con tanto di fisarmonica (l'autore è Shohjahon Ergashev, che lavora dietro le quinte per Nevo Music), la ballata "Onaginam" (musica di Mirjalol Nematov, cantante dance-pop salito alla ribalta nell'ultimo paio d'anni) e l'ibrida "Qishloqqa qayt", misto fra house, space disco e folk uzbeko, con saltuarie chitarre distorte (dalla penna di Malik Ergashev, noto perlopiù per i suoi duetti con la diva del pop locale Yulduz Usmonova).
La qualità della musica che i quattro autori appena citati producono in proprio è ben distante da quella di Sobirov (basti pensare all'abuso di autotune che affligge con costanza i brani di Uzmir), ma l'artista riesce a valorizzarli brillantemente.

Le canzoni di "Tentakcham" sono sicuramente destinate a segnare la storia della musica popolare dell'Asia centrale. L'album non è purtroppo uscito in formato fisico (in quei paesi il mercato musicale è collassato da tempo), ma è disponibile in quasi tutti i servizi di streaming (tranne YouTube, dove sono comunque presenti le varie tracce separatamente).

07/12/2023

Tracklist

  1. Gavharim
  2. Esla Meni
  3. Nega Og'ritar Dilim
  4. Ona Qizim
  5. Maktabimda
  6. Onaginam
  7. Sumaya
  8. Tentakcham
  9. Qishloqqa Qayt
  10. Sumbula
  11. Yaxshi Ko'rsam Nima Qipti
  12. Yengildim
  13. 20-Mart






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