Arushi Jain

Delight

2024 (Leaving)
elettronica, modular music, raga

Lasciare il lavoro per dedicarsi anima e corpo all’arte è stato un gesto alquanto coraggioso per Arushi Jain, una scelta che mette subito in chiaro le ambizioni artistiche della musicista indiana. Nata a Delhi, Arushi Jain si è trasferita prima in California per studiare informatica presso una prestigiosa università americana, per poi spostarsi a New York. Approfondire il rapporto tra computer e musica è stato quasi naturale, un’attitudine suggellata con “Under The Lilac Sky”: disco passato inosservato qui in Italia e recensito sulle nostre pagine di OndaRock con meritato elogio.

La musica di Arushi Jain mette radici nella cultura indiana, indostana e nella tradizione raga, e varca i confini dell'elettronica e della musica modulare con una vitalità e uno spirito innovativo, che collocano la compositrice al fianco di Suzanne Ciani, Juliana Barwick o Arooj Aftab.
Per “Delight” la musicista indiana si è affidata a una rilettura della musica raga Bageshree, le cui peculiarità stilistiche sono legate a una maggiore attenzione alla melodia e all’arte della composizione, una tradizione più specificatamente classificata come raga classico carnatico.

Il raga Bageshree raffigura le emozioni che gli amanti vivono in attesa del ricongiungimento, uno stato emotivo che passa dallo stupore alla trepidazione, un crescendo ben rappresentato dalle avvolgenti sonorità cosmiche/new age di “Still Dreaming” e dal pulsante battito di “You Are Irresistible”: due brani che incorniciano un album in perenne equilibrio tra carnalità e spiritualità.
Gli echi sperimentali elettronici velatamente anni 80 e le campionature di strumenti come marimba, flauto e violoncello ben si sposano con le lussuose architetture sonore di “Delight”, tra pause estatiche (“Exquisite Portraiture”, “Portal To Silver Linings”), slanci ritmici che stemperano il fluttuare spirituale e mistico (“Imagine An Orchestra”) e inattese e articolate trame progressive che ne deviano il tratto armonico e romantico (“I Surrender”).

Il mix di musica cosmica, elettronica modulare, tradizione raga e indo-jazz è sorprendentemente eccitante. Il tripudio di voci filtrate e arpeggi di synth della splendida “Our Touching Tongues” non solo carezza il senso della percezione ma scuote l’anima e le carni con una delle pagine più roventi di un album apparentemente algido, una preziosa conferma per la principessa della musica modulare.

01/04/2024

Tracklist

  1. Still Dreaming
  2. Exquisite Portraiture
  3. I Surrender
  4. Imagine An Orchestra
  5. Play In The Void
  6. Our Touching Tongues
  7. Portal To Silver Linings
  8. Infinite Delight
  9. You Are Irresistible


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