Paolo Benvegn¨

╚ inutile parlare d'amore

2024 (Woodworm - Universal Music)
songwriter, alt-pop

In questi anni, gli ultimi soprattutto, la figura del cantautore ha subito un'evidente trasformazione, forte di una spinta verso sonorità e soprattutto contenuti che sono un po' lo specchio dei tempi moderni. Lungi dal fare paragoni con il passato - non è questa la sede opportuna - restano attivi e fortunatamente sempre propositivi, alcuni avamposti di ciò che mantiene vivo il flusso che collega il presente con i fasti di un tempo e una di queste linee di comando è saldamente in mano a Paolo Benvegnù. "È inutile parlare d'amore" è il suo nuovo album, uscito in apertura di 2024 sulla scorta dell'assaggio diffuso sotto forma di Ep lo scorso mese di aprile ("Solo fiori"), che può essere ora considerato quasi un tutt'uno con questo full length. Il cantautore nato a Milano, ex-leader dei seminali Scisma, si è costruito nel tempo una carriera che ha fatto dell'eleganza, della personalità e della proprietà intellettuale il proprio credo.

Il titolo di questo lavoro è emblematico e pone un ostico quesito, sul come si possa continuare a credere nell'irrazionale, nelle emozioni e quindi nell'amore, quando intorno a noi vige la ferrea legge del pragmatismo, del voler apparire a ogni costo e con ogni mezzo, di elevare a fondamentali solo i traguardi materiali. Come può esserci ancora spazio per l'irrazionalità, l'utopia, l'idealismo, per tutte quelle sfaccettature interiori che erano l'architrave dell'esistenza umana e l'hanno alimentata per secoli? Perché perdere del tempo a innamorarsi e far innamorare? La risposta è racchiusa negli undici brani (dodici sulle piattaforme digitali) che completano questo straordinario affresco dei giorni nostri, scritto e ideato da un esteta delle buone riflessioni e, in questo caso, di una ricerca di regimi sonori e d'arrangiamento più classici, meno sperimentali rispetto al passato, anche se non mancano alcune immancabili svisate che allargano l'orizzonte della proposta.
Il lavoro di Benvegnù è realizzato in piena condivisione, grazie al fondamentale contributo del suo collettivo, termine utilizzato non a caso, composto da Luca Baldini, Daniele e Gabriele Berioli, Saverio Zacchei e Tazio Aprile; una squadra affiatata, consolidata, alla quale l'autore lancia i propri input, con l'obiettivo di ottenerne un ritorno che convalidi in modo tangibile ogni grande o anche piccola idea partita dalla sua ingegnosa mente.

L'ampio respiro che si gradisce all'ascolto si estende su considerazioni profonde, sviluppate con sobrietà e serietà di contenuti. I duetti previsti con Brunori Sas ("L'oceano") e il sorprendente Neri Marcorè ("27/12" - brano già pubblicato senza il featuring nell'Ep precedente) accrescono la portata di quanto offerto.
Benvegnù si muove da maestro in intense ballate dal sapore antico (la stupenda "Pescatori di perle", "Libero"), come in episodi più incisivi ("Our Love Song" e le aguzze critiche di "Canzoni brutte") o situazioni che si pongono un po' nel mezzo di tutto questo ("Il nostro amore indifferente", "Tecnica e simbolica" e "Marlene Dietrich").
Il fil rouge che lega l'intero repertorio è rappresentato da quella vena di maggiore accessibilità, di spinta verso armonie più assimilabili, che si palesa, più che in passato, con connotati vividi, che riescono a spezzare piacevolmente l'incantesimo scoccato dall'ascolto delle analisi sciorinate dal Benvegnù.
Il merletto che cesella il signorile abito è rappresentato dalla conclusiva "Alla disobbedienza", piazzata in quella posizione strategica proprio perché è lì che deve arrivare il segno distintivo. Un brano sintetico, spigoloso, che si trasforma, a un certo punto, in una lunga sinfonia per archi, visitata, qua e là, da oscure elettroniche: un estratto diverso dal resto della scena, chiamato a riprendere puntualmente il profilo del Benvegnù dei vecchi album solisti e prevederne, perché no, anche eventuali sondaggi futuri.

Scomodare la figura di Paolo Benvegnù equivale a toccare l’élite della musica d'autore italiana; un artista completo, appassionato, che all'alba dei sessant'anni ha attraversato diverse epoche storiche e artistiche non cedendo mai a compromessi, che potrebbe persino permettersi di guardare molti suoi colleghi dall'alto. Ma lui non lo farà mai, non è il tipo. La sua umiltà e il suo spessore non consentono questi biechi espedienti. Per lui parla la sua arte, che ancora oggi, dopo molti anni, buca lo schermo dei palinsesti musicali del Belpaese.

19/01/2024

Tracklist

  1. Tecnica e simbolica
  2. L'oceano feat. Brunori Sas
  3. Pescatori di perle
  4. Marlene Dietrich
  5. Il nostro amore indifferente
  6. 27/12 feat. Neri Marcorè
  7. Our Love Song
  8. Canzoni brutte
  9. In Der Nicht Sein
  10. Libero
  11. L'origine del mondo
  12. Alla disobbedienza

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